Una vita in Comune con 7 sindaci
di Walkiria Baldinelli ; w
Santa Teresa, grande festa per Nenne Roggero, pilastro dell’ufficio tecnico, in pensione dopo 45 anni
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SANTA TERESA. Ha riconsegnato le chiavi dell'ufficio comunale dopo 45 anni di servizio. Nenne Roggero, 65 anni, ha seguito da vicino i cambiamenti dello skyline di Santa Teresa. Per anni ha lavorato nell'ufficio tecnico. Ha timbrato l'ultimo cartellino nel palazzo in piazza Villamarina come impiegato nello staff del sindaco Stefano Pisciottu, che dal 2012 lo ha voluto al suo fianco. Dietro la scrivania, ma prima ancora con gli innumerevoli sopralluoghi – per anni si è occupato del settore manutenzioni opere pubbliche –, è stato tra i protagonisti silenziosi e partecipi della storia del borgo. Il paese in quasi mezzo secolo si è trasformato in uno dei centri turistici più frequentati del nord dell'isola. «Solo una volta ho valutato l'idea di trasferirmi altrove – racconta Roggero –. Alla fine degli anni Ottanta mi sono trovato davanti a un bivio: chiusa l'azienda elettrica comunale dove avevo lavorato nel settore amministrativo per quasi 15 anni, mi venne prospettata un'assunzione nell'ente locale o negli uffici della società elettrica nazionale di Tempio. Ero prossimo alle nozze, con Maria, la mia fidanzata, decidemmo di restare nella nostra Santa Teresa». La sua vita lavorativa in Comune, dal 1973, si è incrociata con quelle politico-amministrative di sette sindaci: Antonio Scoppellitti, Francesca Letteri Colombo, Gian Franco Fadda, Angelo Agostino Falchi, Bruno Modesto, Nino Nicoli, Piero Bardenzullu e Stefano Pisciottu. «Lavorare nello staff del sindaco mi ha dato una visione a tutto tondo della pubblica amministrazione – commenta –. È stata un'esperienza di crescita e di ulteriore consolidamento dei rapporti con i colleghi di tutti i settori. Negli ultimi venti anni alla mia porta hanno bussato tanti cittadini in cerca di un sostegno morale, un consiglio su come poter stare al passo con i cambiamenti e reggere agli urti dei riflessi di crisi economiche globali e prolungate». Ma nel suo ufficio il via vai di persone era iniziato molto tempo prima. Dal 1973, quando era impiegato nell'allora azienda elettrica comunale. All'epoca era l'ente locale a conteggiare i consumi e ad emettere le bollette della luce. «Facevamo tutto a mano sino all'utilizzo delle storiche macchine da scrivere Olivetti – racconta Roggero –. Con i fogli di carta velina e la carta carbone. Poi la rivoluzione tecnologica con il primo computer: era largo come tre lavatrici e l'hard disk era grande come una pizza. All'epoca venivano impiegati soprattutto gli uomini. Eravamo in sei. Poi negli anni Novanta ci fu una grande integrazione del mondo femminile». Il diploma di perito elettrotecnico dell'istituto di Cagliari fu il suo biglietto da visita per varcare la soglia del mondo del lavoro. Ottenuto con sacrifici. «C'era solo un pullman di linea – spiega – che collegava Santa Teresa con Olbia. Partiva da piazza della chiesa San Vittorio, dove c'era l'unico rifornitore di carburanti. Mi alzavo alle 4 di mattina per andare a Cagliari in treno, studiavo e vivevo nel convitto nazionale». Il paese da quegli anni ha registrato un costante aumento demografico: da 3mila a 5.200. «Ho lavorato in modo sereno – dice emozionato –, orgoglioso di aver fatto parte di una squadra al servizio della comunità. Perché i nostri datori di lavoro sono i cittadini».
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