La rotta ambientale del Centro velico
La Maddalena, la cerimonia per i 50 anni degli allievi e l’impegno nel territorio
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LA MADDALENA. Neppure il maestrale che viaggiava a trenta nodi e un mare forza 5 hanno impedito la cerimonia dei 50 anni degli allievi del Centro Velico Caprera nella incantevole location di Punta Coda, di fronte all’isola di Santo Stefano. Davanti a tante autorità, Marzio Rotta ha ricordato gli allievi e istruttori «che rimarranno sempre nei cuori di tutti. In particolare Luca Nassi, morto a 18 anni nell’incidente aereo sul monte Serra con 38 cadetti dell’accademia di Livorno».
Il presidente del Centro velico Paolo Bordogna ha parlato dei 120.000, fra uomini e donne, che hanno vissuto «l’ineguagliabile esperienza di essere membri di un grande equipaggio in un angolo di terra e di mare di rara bellezza che il CVC ha sempre preservato e difeso da oltre mezzo secolo».
Interessanti i numeri: oltre 2.000 i volontari “pro bono” che nei decenni hanno trasmesso conoscenza, passione e amore per il mare.
«Da anni - ha aggiunto Bordogna - il Centro velico Caprera ha assunto un tacito impegno nei confronti del territorio il cui opera e ha sempre registrato, nonostante la crisi, un crescente impiego di unità lavorative. Tanti i progetti che hanno dato grandi soddisfazioni, come quello a valenza terapeutica che ha visto la partecipazione di oltre 500 donne affette da patologie tumorali. Non solo. Il Centro Velico Caprera è indiscusso precursore dei modelli di sostenibilità ambientale, a iniziare dagli anni ’60, con investimenti destinati allo sfruttamento delle energie rinnovabili quali il solare termico. Ma l’impegno del nostro centro velico nei confronti del patrimonio ambientale e dell’ecosistema - ha chiuso il presidente Paolo Bordogna - non si ferma certamente qui. Al contrario guarda avanti con la realizzazione di nuove attività e progetti dedicati».
Il presidente del Centro velico Paolo Bordogna ha parlato dei 120.000, fra uomini e donne, che hanno vissuto «l’ineguagliabile esperienza di essere membri di un grande equipaggio in un angolo di terra e di mare di rara bellezza che il CVC ha sempre preservato e difeso da oltre mezzo secolo».
Interessanti i numeri: oltre 2.000 i volontari “pro bono” che nei decenni hanno trasmesso conoscenza, passione e amore per il mare.
«Da anni - ha aggiunto Bordogna - il Centro velico Caprera ha assunto un tacito impegno nei confronti del territorio il cui opera e ha sempre registrato, nonostante la crisi, un crescente impiego di unità lavorative. Tanti i progetti che hanno dato grandi soddisfazioni, come quello a valenza terapeutica che ha visto la partecipazione di oltre 500 donne affette da patologie tumorali. Non solo. Il Centro Velico Caprera è indiscusso precursore dei modelli di sostenibilità ambientale, a iniziare dagli anni ’60, con investimenti destinati allo sfruttamento delle energie rinnovabili quali il solare termico. Ma l’impegno del nostro centro velico nei confronti del patrimonio ambientale e dell’ecosistema - ha chiuso il presidente Paolo Bordogna - non si ferma certamente qui. Al contrario guarda avanti con la realizzazione di nuove attività e progetti dedicati».
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