salta la nuova impresa per sostenere l’amref
Niente Madagascar per Gambella
di Dario Budroni
«Sono dispiaciuto ma è giusto così: rispettiamo le restrizioni»
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OLBIA. Il coronavirus ha fermato anche l’impresa che il recordman di kayak Francesco Gambella avrebbe dovuto compiere in questi giorni in Madagascar.
Lo sportivo romano, e olbiese d’adozione, sarebbe dovuto partire per lo stato dell’oceano Indiano per portare un messaggio di speranza e per sostenere i progetti idrici in Africa della ong Amref.
Proprio in Madagascar, 28 anni fa, per Francesco Gambella era scoccata la scintilla per le avventure estreme e solidali.
Il recordman, che ha compiuto decine di imprese in tutti i continenti, sarebbe dovuto partire dall’isola di Nosy Be e poi percorrere in kayak 100 miglia nel canale tra il Mozambico e l’oceano. Una full immersion sportiva e culturale per richiamare anche l’attenzione sul turismo sostenibile, in un’isola che ospita il 5 per cento delle specie animali e vegetali del mondo, ma anche sulla conoscenza ed il rispetto di culture, usanze e tradizioni lontane. «Sono profondamente dispiaciuto di dover rinviare questa impresa che, per me, ha un valore straordinario, oltreché affettivo – spiega Francesco Gambella –. La scelta del governo italiano di adottare delle restrizioni per gli spostamenti nel e dal nostro paese ci obbliga necessariamente ad attendere e a seguire pedissequamente nuove disposizioni. Da sostenitore di progetti umanitari e sanitari, non posso che condividere pienamente questa scelta, conscio che solo adottando delle buone pratiche, anche elementari, si possono evitare epidemie dall’esito disastroso, soprattutto a carico di un sistema sanitario che vive quotidianamente in emergenza». «Il mio augurio – conclude Francesco Gambella – è che si riesca a superare questa crisi a breve e che si riprenda a viaggiare con tranquillità e a portare avanti iniziative a sostegno della salute, dell’ambiente e dello sport».
Lo sportivo romano, e olbiese d’adozione, sarebbe dovuto partire per lo stato dell’oceano Indiano per portare un messaggio di speranza e per sostenere i progetti idrici in Africa della ong Amref.
Proprio in Madagascar, 28 anni fa, per Francesco Gambella era scoccata la scintilla per le avventure estreme e solidali.
Il recordman, che ha compiuto decine di imprese in tutti i continenti, sarebbe dovuto partire dall’isola di Nosy Be e poi percorrere in kayak 100 miglia nel canale tra il Mozambico e l’oceano. Una full immersion sportiva e culturale per richiamare anche l’attenzione sul turismo sostenibile, in un’isola che ospita il 5 per cento delle specie animali e vegetali del mondo, ma anche sulla conoscenza ed il rispetto di culture, usanze e tradizioni lontane. «Sono profondamente dispiaciuto di dover rinviare questa impresa che, per me, ha un valore straordinario, oltreché affettivo – spiega Francesco Gambella –. La scelta del governo italiano di adottare delle restrizioni per gli spostamenti nel e dal nostro paese ci obbliga necessariamente ad attendere e a seguire pedissequamente nuove disposizioni. Da sostenitore di progetti umanitari e sanitari, non posso che condividere pienamente questa scelta, conscio che solo adottando delle buone pratiche, anche elementari, si possono evitare epidemie dall’esito disastroso, soprattutto a carico di un sistema sanitario che vive quotidianamente in emergenza». «Il mio augurio – conclude Francesco Gambella – è che si riesca a superare questa crisi a breve e che si riprenda a viaggiare con tranquillità e a portare avanti iniziative a sostegno della salute, dell’ambiente e dello sport».
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