Padru, il bibliotecario interpreta le favole su Facebook

L’idea di Salvatore Gusinu e del Comune: una storia al giorno alle 18 per stare vicino ai bambini

PADRU. Recluso in biblioteca. E forse non avrebbe potuto immaginare un posto migliore dove passare gran parte del tempo della “quarantena”. Fresco di vittoria del concorso come nuovo bibliotecario di Padru, aveva risistemato sala e scaffali, ma l’inaugurazione, prevista ai primi di marzo, è slittata a data da destinarsi. Salvatore Gusinu non si è perso d’animo, e ha deciso che allora, per il momento, sarà la biblioteca ad andare dai lettori, specie dai più piccoli: da meno di una settimana ha deciso di caricare sui social un video al giorno (ore 18) dove racconta le favole più celebri e il riscontro è più che positivo. Era solo un esperimento, «ma ora i genitori mi hanno chiesto di continuare» se la ride Salvatore. Una volta andata in pensione la vecchia bibliotecaria, la biblioteca era rimasta chiusa circa un anno e mezzo, ospitata in una struttura che fa parte del centro culturale, in via Roma.

Salvatore Gusinu, lo scorso dicembre ha vinto il concorso come bibliotecario. E i primi mesi del nuovo anno, li ha passati con scopa e straccio. Dopo tanto sudore, lo spazio ha riacquistato nuova vita e colore. «E ha un patrimonio librario immenso – sottolinea il padrone di casa –, contiamo circa 7000 libri. La sezione sarda è davvero ricca, ho ritrovato titoli che avevo conosciuto durante gli studi e che all’università di Sassari rappresentavano delle rarità». Laureato in Lettere, Salvatore è contento della scelta fatta: «Pensando al futuro, volevo insegnare o lavorare coi libri. Non sono tanti i concorsi da bibliotecario nell’isola, alla prima occasione mi sono lanciato».

Nella zona è noto già da tempo, spesso relatore di incontri letterari e attivo sul web col blog “Parole sul comodino”. L’emergenza Coronavirus ha fatto saltare l’apertura al pubblico prevista il 6 marzo. «Ero disperato, avevamo la biblioteca sistemata ma senza poter far entrare nessuno», racconta. Poi, l’idea di raccontare le favole. D’accordo col Comune, la priorità è stata quella di pensare prima di tutto ai bambini. «Sistemando i libri delle favole ho pensato all’idea di raccontarne una al giorno».

In principio la scenografia era inesistente: Salvatore davanti alla videocamera con le pagine aperte sotto al naso. Poi, sono arrivati dei pannelli, qualche cartone stampato, personaggi ritagliati, tutto disegnato a mano per ricreare atmosfere, dare volto ai protagonisti dei racconti e rendere l’ascolto più interattivo. Ogni giorno alle ore 18 i video sono comparsi sul suo profilo Facebook, “Sa Gus”. Lunedì Cappuccetto rosso («la prima a cui ho pensato, si prestava bene ad essere rappresentata e la trama è abbastanza lineare», spiega), poi il “Brutto anatroccolo”, “I tre porcellini”, “Pollicino”, infine “Il lupo e i sette capretti” che dovrebbe chiudere il cerchi. «Ma i genitori vogliono che continui – sorride Salvatore –. Mi fa piacere, e anche il sindaco Antonio Satta e la giunta si sono mostrati favorevoli. Sì, a questo punto dovrò continuare. Ma bisognerà pensare anche a iniziative per i più grandi».
 

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