Stop a nuove seconde case il privato sceglie l’albergo
di Walkiria Baldinelli
A Santa Teresa il gruppo Sintonia chiede di riconvertire i volumi residenziali «Il modello di sviluppo post Covid è l’hotel diffuso. Così sosteniamo il territorio»
2 MINUTI DI LETTURA
SANTA TERESA. L’emergenza sanitaria sposta l’obiettivo di sviluppo della società Sintonia di Porto Pozzo. Rispetto al progetto iniziale, che contava circa 3.700 metri quadrati di immobili residenziali e altrettanti per un hotel a 4 stelle, la rinascita post coronavirus è legata alla formula del cosiddetto albergo diffuso. Una struttura alberghiera di circa 7.600 metri quadrati immersa in un polmone verde di sette ettari. La società è proprietaria dei terreni, di un ristorante-bar pizzeria con salotto sul mare e di una marineria che si affaccia sulla Baia d’Ulisse, in grado di ospitare oltre 400 imbarcazioni. Fino alla scorsa estate. Perché quando ci sarà la fase di ripartenza economica e sociale cambieranno le modalità di accoglienza.
«Con una variante al Piano urbanistico comunale del 2015, nei nostri terreni di sette ettari sono stati approvati circa 3.900 metri quadrati di alberghiero e 3.700 di residenziale – spiega David Medugno . Ma la situazione attuale ci ha portato a modificare l’idea iniziale di sviluppo immobiliare. Puntiamo a realizzare una struttura che in futuro sostenga il nostro territorio. Da qui la decisione di chiedere al Comune di Santa Teresa la conversione della zona residenziale in ulteriore area alberghiera. Siamo certi che nella fase post-Covid incrementerà il flusso turistico».
Dalle 54 suite previste nel progetto iniziale il numero delle camere diffuse salirebbe a circa 250. «L’albergo a 4 stelle avrà un impatto limitato sul territorio – afferma il titolare del Sintonia -, in quanto saranno realizzate solo camere diffuse, immerse nel verde. Non ci sarà altro incremento di cubature, in quanto la logistica della ristorazione sarà in parte supportata dalle strutture esistenti del Sintonia». L’impresa punta a creare una sinergia con le attività di Porto Pozzo: «Con ristoranti, negozi, attività di servizi per gestire e garantire a tutti l’opportunità di questo ulteriore flusso turistico. La nostra struttura alberghiera non sarà blindata, l’obiettivo è di far spostare il turista all’interno della frazione di Porto Pozzo, che di per sé è un centro naturale commerciale dell’accoglienza». La società Sintonia sino allo scorso anno ha assunto una quarantina di dipendenti stagionali. «Il numero potrebbe raddoppiare, con la possibilità di garantire anche diversi contratti a tempo indeterminato – spiega David -. La proposta è finalizzata a tenere aperte le nostre strutture tutto l’anno. Promuoveremo pacchetti fuori stagione, facendo rete con tour operator, associazioni, enti. In questo momento difficile l'augurio è di una ripresa colletiva. E che le autorità competenti recepiscano il nostro progetto di sviluppo. Noi siamo pronti a investire».
«Con una variante al Piano urbanistico comunale del 2015, nei nostri terreni di sette ettari sono stati approvati circa 3.900 metri quadrati di alberghiero e 3.700 di residenziale – spiega David Medugno . Ma la situazione attuale ci ha portato a modificare l’idea iniziale di sviluppo immobiliare. Puntiamo a realizzare una struttura che in futuro sostenga il nostro territorio. Da qui la decisione di chiedere al Comune di Santa Teresa la conversione della zona residenziale in ulteriore area alberghiera. Siamo certi che nella fase post-Covid incrementerà il flusso turistico».
Dalle 54 suite previste nel progetto iniziale il numero delle camere diffuse salirebbe a circa 250. «L’albergo a 4 stelle avrà un impatto limitato sul territorio – afferma il titolare del Sintonia -, in quanto saranno realizzate solo camere diffuse, immerse nel verde. Non ci sarà altro incremento di cubature, in quanto la logistica della ristorazione sarà in parte supportata dalle strutture esistenti del Sintonia». L’impresa punta a creare una sinergia con le attività di Porto Pozzo: «Con ristoranti, negozi, attività di servizi per gestire e garantire a tutti l’opportunità di questo ulteriore flusso turistico. La nostra struttura alberghiera non sarà blindata, l’obiettivo è di far spostare il turista all’interno della frazione di Porto Pozzo, che di per sé è un centro naturale commerciale dell’accoglienza». La società Sintonia sino allo scorso anno ha assunto una quarantina di dipendenti stagionali. «Il numero potrebbe raddoppiare, con la possibilità di garantire anche diversi contratti a tempo indeterminato – spiega David -. La proposta è finalizzata a tenere aperte le nostre strutture tutto l’anno. Promuoveremo pacchetti fuori stagione, facendo rete con tour operator, associazioni, enti. In questo momento difficile l'augurio è di una ripresa colletiva. E che le autorità competenti recepiscano il nostro progetto di sviluppo. Noi siamo pronti a investire».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
