Olbia, concessioni balneari: la minoranza attacca Nizzi

"Testarda posizione del sindaco contro il rinnovo: la normativa italiana non è stata impugnata dall'Europa"

OLBIA Si accende il dibattito a Olbia sul tema delle concessioni balneari dopo che Il ministro Franceschini ha proposto di inserire nel decreto aprile che regola la ripresa delle attività dopo il lockdown per il Covid-19, una norma, nell'ambito della proroga delle concessioni già disposta dalla legge n. 145 del 2018 fino al 2033, che fugherebbe ogni dubbio applicativo di tale misura da parte degli enti locali.

Su questa iniziative ministeriale c'è stato il secco  no di Nizzi che già da tempo ha detto che lui segue la direttiva europea che detta la necessità di rinnovare queste concessioni rifiutando in Comune il rinnovo di chi, titola,e la vorrebbe esercitare ancora. Il sindaco di Olbia ha ribadito questa posizione anche ieri 25 aprile.

La minoranza consiliare ha oggi 26aprile risposto con un documento che è stato firmato da Coalizione civica e democratica, Movimento cinquestelle e Lista civica per Obia.

"Con preoccupazione e sconcerto _ si legge nel documento _abbiamo registrato la “testarda” posizione che il Sindaco di Olbia continua imperterrito a tenere in merito all’estensione della durata delle concessioni balneari. Ancora una volta, senza averne alcun titolo giuridico, cita a sproposito la normativa europea per giustificare in tutta evidenza una sua posizione personale contraria alla tutela di tutti quegli imprenditori (per la maggior parte locali), che nella stragrande maggioranza dei casi, svolge egregiamente il proprio lavoro e vorrebbe continuare a svolgerlo quantomeno fino al 2033 come previsto dalla legge".

"Tutta la minoranza compatta, esprime vicinanza alle famiglie degli imprenditori balneari e a quelle dei numerosissimi lavoratori dipendenti, immaginando lo sconforto nel leggere detto articolo in questo momento di gravissima crisi socio-economica, che peraltro lascia poche prospettive per la stagione estiva alle porte. Confidiamo che quanto espresso nei giorni scorsi da esponenti del governo, in merito ad unimminente provvedimento, possa vedere prestissimo la luce, e così spazzare via gli ultimi dubbi di quei pochi Sindaci che ancora non intendono estendere le concessioni secondo la Legge 145/2018 che, lo ricordiamo ancora una volta, è pienamente vigente, non essendo stata impugnata innanzi la Corte Costituzionale o fatta oggetto di procedura di infrazione dalla Comunità Europea".

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