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Olbia

«Si riaprano le materne private»

«Si riaprano le materne private»

La titolare di una scuola: chi ha giardini e spazi esterni, può operare in sicurezza

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OLBIA. Secondo l’indagine condotta dalla piattaforma internazionale Yoopies, il 53% dei genitori il 4 maggio tornerà al lavoro. E mentre Elena Bonetti, ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, continua a insistere sulla riapertura delle scuole da 0 a 6 anni per l’estate, c’è chi propone un piano di riavvio immediato. Si tratta delle scuole materne e dei nidi privati che dispongono di grandi spazi all’aperto.

«Ce ne sono diversi, in Sardegna - dice Marianna Degortes, titolare a Olbia della scuola materna “Era Giardino d’Infanzia”- e bisognerebbe tenerne conto. Perché le strutture circondate da grandi giardini come la nostra, dovrebbero avere il via libera per riaprire: sia per garantire la continuità didattica che per offrire il servizio estivo».

Secondo la Degortes si dovrebbe prendere come esempio il Veneto, dove le scuole private stanno provando a ricominciare. Scuole che hanno ricevuto tantissime chiamate dalle famiglie, doppiamente preoccupate: oltre a dover trovare una soluzione nel momento in cui torneranno al lavoro, hanno notato una regressione nei loro bambini. «Ed è quello che sta accadendo anche in Sardegna - spiega ancoraMarianna Dogortes -. Ecco perché è fondamentale ripartire. Oltre a stabilire tutta una serie di regole per i genitori, in modo da favorire il distanziamento, si potrebbe organizzare un’attività continua all’aperto per i bambini senza alcun tipo di rischio, curando ogni particolare. Traguardo possibile proprio dove i grandi spazi lo consentono».

Ma Marianna Degortes, parlando del momento che stanno attraversando i più piccoli, fa anche una profonda riflessione. «In questa tragedia si compie, silenziosa, un’altra tragedia: quella di percepire i bambini solo ed esclusivamente come pericolosi e inconsapevoli untori, veicoli, vettori del virus. Insieme a loro sparisce, in un attimo, tutto il loro mondo, anch’esso pericolosissimo, superfluo e, come tale, sacrificabile. La scuola é un luogo fisico identitario, uno spazio in cui il bambino impara ad esistere come altro dalla famiglia. La scuola è la seconda micro società, dopo la famiglia, con cui il bambino si confronta. La maestra è un totem che insegna, protegge e nutre. I bambini spesso si confondono, la chiamano mamma, non già per quella prima sillaba uguale ma perché ne è uguale il simbolo, il significato. I compagni di classe - chiude la Degortes - sono gli altri figli che finiranno meravigliosamente e miracolosamente per diventare fratelli e sorelle». (s.p.)



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