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Olbia

la lettera 

«Dalle seconde case ossigeno per l’economia»

Da 20 anni ho una casa a Porto Rotondo e secondo me dovrebbero trovare un modo per far raggiungere le seconde case in Sardegna, specialmente nel periodo della cosiddetta fase 2. Mi spiego meglio,...

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Da 20 anni ho una casa a Porto Rotondo e secondo me dovrebbero trovare un modo per far raggiungere le seconde case in Sardegna, specialmente nel periodo della cosiddetta fase 2. Mi spiego meglio, escludendo la mia parte egoistica (vorrei tornare), per poter far muovere l’indotto economico relativo al turismo ricorrente, ora che è tutto chiuso (bar, alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari), chi verrebbe starebbe a casa propria o nelle proprie barche e si dedicherebbe alla pulizia, sistemazione, ristrutturazione o manutenzione delle stesse, spendendo magari qualche soldino.

Credo che questa possibilità darebbe un minimo di respiro anche ai lavoratori “in nero”, ai piccoli artigiani, alle colf, ai giardinieri e a tanti altri ancora.

Le mie idee sono solo di buon senso. Inoltre, l’arrivo in Sardegna di persone durante il periodo di riapertura aumenterebbe la circolazione di più gente e i conseguenti rischi sanitari. Ad esempio, le persone dovrebbero avere la documentazione che comprova la proprietà in Sardegna di una casa o di una barca, si potrebbero fare arrivare soltanto due o tre persone (per abitazione) per un massimo di sette giorni, questo potrebbe dare una boccata d’ossigeno alla microeconomia locale, con un rischio limitato.

Murizio Camiglieri



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