Negozi per bambini, c’è una luce nel Corso
Sono pochi i commercianti che hanno riaperto prima della fase 2: «Molti ancora non lo sanno»
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OLBIA. Loro ci (ri)sono. Aspettando l’arrivo della fase 2, al pari delle librerie, anche i negozi per bambini hanno alzato la saracinesca prima di tutti, dopo più di un mese e mezzo di inattività. E insieme a loro, anche corso Umberto e centri commerciali, principali poli dell’attività e della quotidianità olbiese, fanno un timido passo in avanti. «Noi ora ci siamo»: grucce in mano, Paola e Vanessa sono le commesse di “Du pareil au même” in pieno centro storico, a pochi metri da piazza regina Margherita. Guanti e mascherine, la prima serve una cliente, una delle prime che è tornata a oltrepassare la porta d’ingresso; l’altra sistema ancora qualche scatola. «Siamo contente di essere tornate a lavoro – dicono –, anche se molte persone non lo hanno forse compreso appieno. Oltre che per alimentari e farmacie, tutti possono uscire tranquillamente per recarsi da noi». Anche il reparto kids di Piazza Italia – entrambi i punti vendita appartengono alla famiglia Ciriminna – ha riaperto al pubblico, così come gli altri negozi dedicati ai più piccoli come “Brums” o "BimbiSì" o, di poco superato il corso, verso viale Vittorio Veneto, “La coccinella”. Parlare di ritorno alla normalità è azzardato. Al centro, le vetrine si dividono tra quelle lasciate quasi all’abbandono, con capi ancora invernali o manifesti di saldi, e quelle nonostante la chiusura comunque rinnovate con manichini in tenuta primaverile-estiva (qualcuno indossa anche la mascherina, per rimanere in tema e strappare una risata). Pochi, invece, i coraggiosi clienti usciti per fare compere. Nei centri commerciali, in queste settimane hanno continuato la loro attività (pur con orari ridotti) negozi di elettronica, parafarmacie, tabaccherie, ottici, oltre i supermercati. Aperto anche "Original Marines" all'Auchan, da cui parla Angela, commessa. «Eravamo pronti alla riapertura, ora c’è da fare il cambio di stagione». La fascia dei bambini è particolarmente sensibile, «ho sentito molti genitori, c’è chi è disperato in questo momento, sicuramente è difficile per loro affrontare la quarantena. Anche per quanto riguarda i vestiti, per i più piccoli qualcuno aveva fatto scorta, altri no e si sono già presentati». (p.a.)
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