Il dipendente comunale: «Non sono un truffatore»
di Tiziana Simula e Angelo Mavuli
L’impiegato è accusato di aver fatto l’ambulante mentre era in malattia Sospeso dal lavoro per tre mesi dal gip. La difesa: è un equivoco, chiariremo tutto
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TEMPIO. Nell’interrogatorio davanti al gip Marco Contu ha parlato, eccome, dando le sue spiegazioni e la sua versione dei fatti cercando di scrollarsi di dosso quell’accusa di truffa che gli è stata mossa dalla Procura e che gli è costata una sospensione dal lavoro per tre mesi. Lui, M. I. 43 anni, non si sente affatto un impiegato comunale infedele e la dimostrazione sono le cartelle cliniche e la documentazione mostrata al gip che testimonia l’esistenza di patologie croniche importanti da oltre 15 anni «che – spiega il suo difensore, l’avvocato Egidio Caredda si sono aggravate negli ultimi due anni, motivo per cui era spesso in malattia. È stata già avviata anche la pratica di invalidità civile».
Nei suoi confronti pende l’accusa di truffa aggravata: stando alle indagini coordinate dal procuratore Gregorio Capasso e condotte dalla polizia stradale di Tempio al comando del vice ispettore Domenico Chirizzi, il dipendente comunale, si assentava dal lavoro per malattia ma faceva l’ambulante di frutta e verdura girando i mercati in diversi comuni della Gallura. «Si tratta di un macroscopico equivoco che chiariremo senza dubbio in sede processuale – spiega il difensore –. Durante l’interrogatorio di garanzia è stata fornita prova al gip dell’esistenza di gravi patologie con deposito di documentazione medico-ospedaliera, ciò a dimostrazione che il mio assistito non ha usato con “artifizio o raggiro” documentazione medica per evitare il lavoro nel Comune di Tempio e dedicarsi ad altro lavoro. Inoltre tutti i cronotachigrafi acquisiti sono stati attribuiti a lui, mentre abbiamo provato durante l’interrogatorio che il camion per il trasporto di frutta e verdura destinata ai mercati veniva condotto da un’altra persona quale prestatore d’opera della ditta della moglie dell’indagato, a cui è intestata l’attività. Solo alcuni cronotachigrafi sono riconducibili al mio assistito per le volte in cui lo stesso conduceva il camion per recarsi nell’abitazione della madre, in un vicino comune gallurese». L’indagato rigetta l’accusa di svolgere un doppio lavoro, truffando il Comune. Al gip avrebbe spiegato che accompagnava la moglie nei vari mercati per rendersi utile alla famiglia nonostante la patologia «e che ciò accadeva in giorni e orari in cui non era in servizio nell’ufficio comunale. Nessuna truffa e nessun intento fraudolento nei riguardi del Comune», ribadisce l’avvocato Caredda. Questa, la difesa del dipendente comunale davanti al gip. Che lo ha sospeso dal lavoro per tre mesi.
In Comune, intanto, il vice sindaco Gianni Addis ha già dato incarico all’ufficio legale affinché svolga tutti gli accertamenti necessari.
Nei suoi confronti pende l’accusa di truffa aggravata: stando alle indagini coordinate dal procuratore Gregorio Capasso e condotte dalla polizia stradale di Tempio al comando del vice ispettore Domenico Chirizzi, il dipendente comunale, si assentava dal lavoro per malattia ma faceva l’ambulante di frutta e verdura girando i mercati in diversi comuni della Gallura. «Si tratta di un macroscopico equivoco che chiariremo senza dubbio in sede processuale – spiega il difensore –. Durante l’interrogatorio di garanzia è stata fornita prova al gip dell’esistenza di gravi patologie con deposito di documentazione medico-ospedaliera, ciò a dimostrazione che il mio assistito non ha usato con “artifizio o raggiro” documentazione medica per evitare il lavoro nel Comune di Tempio e dedicarsi ad altro lavoro. Inoltre tutti i cronotachigrafi acquisiti sono stati attribuiti a lui, mentre abbiamo provato durante l’interrogatorio che il camion per il trasporto di frutta e verdura destinata ai mercati veniva condotto da un’altra persona quale prestatore d’opera della ditta della moglie dell’indagato, a cui è intestata l’attività. Solo alcuni cronotachigrafi sono riconducibili al mio assistito per le volte in cui lo stesso conduceva il camion per recarsi nell’abitazione della madre, in un vicino comune gallurese». L’indagato rigetta l’accusa di svolgere un doppio lavoro, truffando il Comune. Al gip avrebbe spiegato che accompagnava la moglie nei vari mercati per rendersi utile alla famiglia nonostante la patologia «e che ciò accadeva in giorni e orari in cui non era in servizio nell’ufficio comunale. Nessuna truffa e nessun intento fraudolento nei riguardi del Comune», ribadisce l’avvocato Caredda. Questa, la difesa del dipendente comunale davanti al gip. Che lo ha sospeso dal lavoro per tre mesi.
In Comune, intanto, il vice sindaco Gianni Addis ha già dato incarico all’ufficio legale affinché svolga tutti gli accertamenti necessari.
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