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Olbia

Nel post Covid la reception è virtuale

Nel post Covid la reception è virtuale

L’idea decolla alle Residenze del Centro. «Così il distanziamento è garantito»

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OLBIA. La reception diventa virtuale. Basta un piccolo ed elegante altoparlante per chiedere un paio di cuscini in più o ricevere informazioni su ristoranti e spiagge della città. Alle Residenze del Centro, una casa affitto vacanze nel cuore di Olbia, il distanziamento tra clienti e personale è così garantito. «Ci siamo accorti – spiega Katoucha Conforto, la responsabile della struttura di via delle Terme – che questo tipo di tecnologia, anche nelle strutture ricettive extralberghiere, è ormai fondamentale. E lo diventa ancora di più in un periodo come questo, visto che il turismo è in crisi e nei clienti si riscontra una maggiore diffidenza per via del virus. L’idea ci è venuta durante il lockdown, mentre cercavamo soluzioni per differenziarci e per affrontare questo periodo» La virtual reception è semplice da utilizzare e si basa sulla stessa tecnologia dell’assistenza personale intelligente che da qualche tempo ha già fatto l’ingresso in diverse case. Alle Residenze del Centro i clienti possono domandare qualsiasi cosa direttamente davanti all’altoparlante, come se si trovassero di fronte a un receptionist in carne e ossa. «Abbiamo personalizzato il software inserendo tutto ciò che un turista si aspetta di ricevere. Il budget è ridotto, quasi a costo zero. Penso che siamo tra i primi ad aver adottato questo tipo di tecnologia» continua Katoucha Conforto. Basta pronunciare una domanda per ricevere risposte automatiche e precise su luoghi da visitare, locali, ristoranti, fermate del bus, su dove si può fare una buona colazione o come prenotare una escursione. «Ci sono tutte le informazioni che una receptionist fornirebbe ai clienti – spiega la responsabile, tornata a Olbia dopo anni di studio e lavoro a Milano – I clienti possono anche domandarci qualcosa da portare in camera. Avviene tutto a distanza e in maniera efficace». I gestori, che da tempo hanno anche adottato il self check-in, hanno tenuto la struttura aperta anche durante il lockdown grazie alla presenza di alcuni lavoratori di fuori. Ora vanno incontro a una stagione dalle mille incognite: «Ci aspettiamo un turismo soprattutto locale, ne gli anni scorsi il 90% erano stranieri». (d.b.)

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