Due donne travolte sulle strisce pedonali
Al mattino l’incidente nella strada più pericolosa della città: 43enne in ospedale. Nel pomeriggio il bis in via D’Annunzio
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OLBIA. Da anni i numeri le assegnano il triste primato di strada più pericolosa della città. Titolo che viale Aldo Moro non intende cedere. Anche ieri si è impegnata ad alimentare la sua fama aggiungendo alla già lunga lista un altro incidente. Una donna di 43 anni è stata travolta da un’auto mentre attraversava la via sulle strisce pedonali. Alla guida di una Fiat Panda un uomo di 73 anni. L’impatto, all’altezza dell’incrocio con via Confalonieri, è stato violento. La donna ha sbattuto la testa contro il parabrezza, sfondandolo, per poi cadere a terra. Sono scattati immediatamente i soccorsi, la telefonata al 118 e alla polizia locale. L’ambulanza ha trasportato in codice rosso la signora. Al Pronto soccorso, valutate le sue condizioni di salute, il livello di allarme è sceso a giallo. La 43enne, rimasta sempre vigile, non è in pericolo di vita. Ha riportato una frattura al piede e contusioni in più punti del corpo. Gli agenti della polizia locale hanno gestito la viabilità ed eseguito i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente. Secondo i primi accertamenti l’uomo alla guida della Panda sarebbe stato distratto, ma fortunatamente non guidava a velocità sostenuta. La dinamica dell’incidente del mattino si è ripetuta di sera in via Gabriele D’Annunzio, prosecuzione di viale Aldo Moro. Una giovane è stata ferita dopo essere stata travolta da una utilitaria.
L’incidente in viale Aldo Moro riaccende i riflettori sulla pericolosità dell’asse stradale cittadino. Un discorso complesso che non può ridursi alle tifoserie pro e contro la corsia ciclabile e le zone “trenta”. La velocità è uno dei problemi di viale Aldo Moro. Il Comune non dovrebbe aspettare la fine dell’anno e l’introduzione del limite di 30 chilometri orari per mettere un freno alle macchine. Chi abita nella zona o percorre abitualmente la strada conosce bene le sue insidie. Ci sono attraversamenti pedonali a poche decine di metri l’uno dall’altro. Con l’aggravante che i pedoni sbucano all’improvviso. Non per colpa loro, ma perché le auto in sosta spesso coprono il loro ingresso sulla strada. Per non parlare del livello di pericolo che cresce durante la notte. L’illuminazione comunale, soft e pensata per ridurre l’inquinamento luminoso, rischia di essere complice degli incidenti. Quasi impossibile mettere a fuoco i pedoni subito. Quando lo si fa spesso è tardi. Il futuro di viale Aldo Moro, almeno come è stato pensato dal sindaco Settimo Nizzi – che l’altro ieri ha affrontato i commercianti – è con traffico promiscuo, limite di velocità a 30 chilometri per le auto e una corsia sulla sinistra per le biciclette. La bozza del progetto tornerà in discussione a settembre. Ma gli incidenti rendono urgente la messa in sicurezza della strada. Senza dimenticare che la parallela, via Veronese, vive una condizione gemella. (se.lu.)
L’incidente in viale Aldo Moro riaccende i riflettori sulla pericolosità dell’asse stradale cittadino. Un discorso complesso che non può ridursi alle tifoserie pro e contro la corsia ciclabile e le zone “trenta”. La velocità è uno dei problemi di viale Aldo Moro. Il Comune non dovrebbe aspettare la fine dell’anno e l’introduzione del limite di 30 chilometri orari per mettere un freno alle macchine. Chi abita nella zona o percorre abitualmente la strada conosce bene le sue insidie. Ci sono attraversamenti pedonali a poche decine di metri l’uno dall’altro. Con l’aggravante che i pedoni sbucano all’improvviso. Non per colpa loro, ma perché le auto in sosta spesso coprono il loro ingresso sulla strada. Per non parlare del livello di pericolo che cresce durante la notte. L’illuminazione comunale, soft e pensata per ridurre l’inquinamento luminoso, rischia di essere complice degli incidenti. Quasi impossibile mettere a fuoco i pedoni subito. Quando lo si fa spesso è tardi. Il futuro di viale Aldo Moro, almeno come è stato pensato dal sindaco Settimo Nizzi – che l’altro ieri ha affrontato i commercianti – è con traffico promiscuo, limite di velocità a 30 chilometri per le auto e una corsia sulla sinistra per le biciclette. La bozza del progetto tornerà in discussione a settembre. Ma gli incidenti rendono urgente la messa in sicurezza della strada. Senza dimenticare che la parallela, via Veronese, vive una condizione gemella. (se.lu.)
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