La Nuova Sardegna

Olbia

la protesta 

Gli avvocati fuori dai tribunali: la pandemia ha ucciso la giustizia

Gli avvocati fuori dai tribunali: la pandemia ha ucciso la giustizia

OLBIA. L’Organismo congressuale forense in questi giorni ha promosso in tutta Italia una serie di manifestazioni degli avvocati per segnalare la paralisi del sistema giudiziario. L’obiettivo è...

29 giugno 2020
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OLBIA. L’Organismo congressuale forense in questi giorni ha promosso in tutta Italia una serie di manifestazioni degli avvocati per segnalare la paralisi del sistema giudiziario. L’obiettivo è sollecitare richiedere un immediato intervento del Governo per riattivare una giustizia sostanzialmente sospesa, che non garantisce la tutela dei diritti. Le delegate distrettuali della Sardegna, avvocate Melania Delogu e Paola Gosamo, denunciano che «si è raggiunto il punto più basso della tutela dei diritti nel nostro Paese perché si è bloccata la macchina della giustizia. La pandemia, con i provvedimenti emergenziali, ha inciso in maniera drammatica sul settore giustizia, sempre orfano di investimenti seri su personale, strutture, tecnologia, e sempre destinatario di riforme miopi, populiste, disorganiche e non strutturali». «La pandemia – dicono gli avvocati – ha confermato che la giustizia per i nostri governanti non è un settore “essenziale”, il cui funzionamento deve essere garantito in ogni contesto, anche il più avverso. Tutte le attività hanno ripreso in condizioni di normalità, invece i palazzi di giustizia continuano a essere deserti; gli avvocati continuano a esserne tenuti fuori, dovendo chiedere specifici appuntamenti per accedere al luogo di esercizio della professione; gli uffici non hanno ancora ripreso il normale funzionamento, la maggior parte dei processi “in presenza” non si svolge. In più, il tentativo di stabilizzare come modalità ordinaria la straordinarietà delle udienze durante la pandemia, cioè trattazione scritta o da remoro, facendo passare l’intervento come sperimentazione sino al 31 dicembre». L’Ocf, invece, propone sui tavoli ministeriali un piano straordinario per la ripartenza della giustizia: attività giudiziarie svolte in modo uniformi su tutto il territorio nazionale non più demandate a provvedimenti dei singoli uffici giudiziari; provvedimenti normativi che consentano la trattazione di tutte le cause già fissate per luglio, anche con modalità di trattazione scritta o da remoto; risorse da destinare alla giustizia e alla messa in sicurezza degli edifici giudiziari; adottare tutte le misure necessarie affinché venga garantita efficienza e sicurezza all’attività da remoto; aumento dei fondi destinati al patrocinio a spese dello Stato per garantire la tutela giurisdizionale alle fasce più deboli.

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