Rivolta contro le tariffe portuali

Gli operatori di Palau: «È una stagione nera e aspettavamo un segnale dal Comune, invece niente»

PALAU. Gli operatori nautici riuniti in associazione sono preoccupati e amareggiati. Raccontano di aver sollecitato a più riprese l’amministrazione comunale a sostenere il comparto, attraverso riduzioni delle tariffe portuali, specialmente in questa particolare stagione turistica legata all’emergenza sanitaria. «Abbiamo atteso sino a oggi – sottolineano dall’associazione presieduta da Chiara Brambilla –, che venissero accolte anche solo in parte le nostre richieste. In particolare, alla luce della dubbia stagione lavorativa, un vero segnale di vicinanza dell’amministrazione come la riduzione, se non addirittura l’azzeramento, delle tariffe portuali. Ma niente».

In una lettera inviata al sindaco Franco Manna e al vicesindaco con delega alla Portualità, Fabrizio Aisoni, gli operatori esprimono così il loro rammarico: «I soldi non c’erano per noi, ma al contrario per nominare un avvocato a spese del Comune che ne tuteli l’immagine e a scopo preventivo agisca le risorse si sono trovate e, precisiamo, senza neanche fissare un limite di spesa. Allora, visto che una consulenza legale è sempre opportuna chiediamo all’avvocato dell’ente locale, qualunque esso sia, che nel tutelare l’immagine del Comune, illumini su alcuni punti i palaesi, d’altronde indirettamente sono il suo cliente finale». Gli operatori nautici chiedono se sia possibile «svolgendo regolarmente attività di impresa occupare, pagando la relativa tariffa, un posto barca con la qualifica di residente». Chiedono se sia giusto che «le modifiche di un regolamento comunale, qualunque esso sia, siano proposte e votate da chi abbia potenzialmente interessi diretti e specifici». E se sia corretto intendere il concetto di trasparenza amministrativa come principio universale che valga sia per l’apparato burocratico che per quello politico. Infine, chiedono lumi su «chi controlla i controllori».

La missiva inviata via pec termina con un atto di gratitudine degli operatori nautici verso gli amministratori: «Siamo certi che i soldi destinati per la tutela dell’immagine del Comune in questo caso serviranno a fare chiarezza, sin d’ora vi ringraziamo». Questo è l’ultimo grido d’allarme lanciato dagli operatori del settore all’amministrazione. Un anno fa l’alt ai gazebo nel porto turistico, stabilito con un provvedimento consiliare votato dal gruppo di maggioranza, ha causato una controversia. 24 aziende, quasi tutte di Palau, che all’epoca creavano un indotto di oltre cento lavoratori stagionali spiegarono le loro preoccupazioni sulla banchina vuota che costeggia il porto turistico. I titolari chiedevano una proroga per il posizionamento degli stand, impegnandosi a realizzare in compartecipazione, sin dall’anno successivo, un’area in cui ospitare un polo di servizi commerciali. Raccontano che la situazione è poi precipitata con il nuovo regolamento comunale del porto e la lievitazione delle nuove tariffe. Oggi, come un anno fa, ci sono attività che devono pagare le rate mensili per l’acquisto in leasing delle imbarcazioni. Ma c’è anche chi deve pagare il mutuo della casa.

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