Gli anestesisti arriveranno da Tempio

L’Ats trasferisce i medici a rotazione al Giovanni Paolo II: da domani il blocco operatorio potrà uscire dall’emergenza 

OLBIA. Chi, all’ospedale Giovanni Paolo II, aspetta da giorni di essere operato perché classificato “urgenza differibile” – ad esempio i fratturati di cui ha parlato nei giorni scorsi il primario di ortopedia Sebastiano Cudoni – da domani potrebbe entrare finalmente in sala operatoria. L’Ats Sardegna ha infatti deciso di colmare la lacuna di medici anestesisti che la scorsa settimana ha portato alla chiusura di tutte le sale operatorie tranne una.

Con un ordine di servizio del direttore sanitario, gli anestesisti dell’ospedale di Tempio dovranno garantire a rotazione i turni del blocco operatorio di Olbia fino alla fine dell’emergenza, ovvero fino al reclutamento di altri anestesisti.

Nel frattempo, l’ospedale Paolo Dettori avrà un solo anestesista per turno e, infatti (vedi a fianco), è già scattata una reazione durissima.

Dunque, si tappa una falla e se ne apre un’altra. Per dirla con le parole di uno dei primari del Giovanni Paolo II chiamati a spiegare la situazione davanti al consiglio comunale di Olbia, si fa con i medici «come con gli aerei di Mussolini»: sembrano tanti ma sono sempre gli stessi che si trasferiscono da un ospedale all’altro.

La procura. Il drammatico resoconto dei primari sulla situazione dei servizi dell’ospedale di Olbia, intanto, è all’esame della procura della Repubblica di Tempio. Venerdì il pm Gregorio Capasso ha dato il via a un’attività preliminare per l’acquisizione di informazioni sulla denuncia fatta dai medici in consiglio comunale. Lunedì pomeriggio si sono presentati in otto, insieme al direttore dell’Assl di Olbia Paolo Tauro. «Siamo al dramma», hanno detto più o meno tutti spiegando con i numeri le carenze di personale dei reparti del Giovanni Paolo II. La disponibilità di un’unica sala operatoria, riservata peraltro alle sole urgenze indifferibili, ha spinto alcuni dirigenti medici a denunciare che in queste condizioni c’è il rischio di «non poter garantire la salute e la vita dei pazienti». L’esempio fatto è quello della doppia emergenza contemporanea: che cosa succede se arriva in ospedale una donna incinta con distacco di placenta in corso mentre l’unica sala operatoria aperta, perché c’è solo un anestesista disponibile, è occupata dal ferito grave di un incidente stradale?

La politica. Mentre va avanti il presidio del Comune di Olbia davanti al Giovanni Paolo II, la conferenza socio-sanitaria dei sindaci galluresi attende una risposta all’invito fatto al presidente della Regione Christian Solinas, all’assessore Mario Nieddu e alla commissione sanità perché vengano in Gallura. La richiesta è che il confronto avvenga entro dieci giorni ma finora non ci sono state risposte. «Attediamo correttamente che la giunta regionale decida di incontrarci», afferma il presidente della conferenza e sindaco di Padru Antonio Satta.

Intanto, si muovono anche i consiglieri regionali eletti nel territorio.

«Abbiamo chiesto per martedì insieme agli assessori regionali galluresi – spiega Angelo Cocciu, di Forza Italia – un incontro con tutta l’Ats a Cagliari perché vogliamo vederci chiaro su cosa c’è e cosa hanno fatto. Dopo li porteremo a Olbia davanti ai medici dell’ospedale, in una situazione simile a quella del consiglio comunale, per cercare di risolvere i problemi definitivamente». (a.se.)

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