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Olbia

Perseguita l’ex ragazza a processo per stalking

Perseguita l’ex ragazza a processo per stalking

Telefonate e post minacciosi e una scritta spray davanti al muro di casa L’odissea di una liceale olbiese e della famiglia, nei guai un giovane di 21 anni

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OLBIA. Confondono l’amore per una persona con il possesso e quando la storia d’amore finisce, anche se sono giovani e hanno tutta la vita e tutte le storie del mondo davanti, credono di poter annegare il dolore diventando molesti, a volte spietati proprio verso quella persona che fino a poco tempo prima, magari, portavano in palmo di mano. Succede a molti uomini immaturi, è successo, secondo l’accusa della Procura di Tempio, a un giovane che all’epoca dei fatti, tra la fine del 2018 e i primi mesi del 2019, aveva 21 anni e che ieri è stato chiamato a processo nel tribunale di Tempio per rispondere di atti persecutori, minacce al telefono e offese sui social, e anche per una grande scritta con un insulto a carattere sessuale sul muro davanti all’abitazione dell’ex ragazza minorenne.

Lei, olbiese, studentessa liceale, aveva 16 anni, quando ha deciso che la loro relazione sentimentale era finita. Non è mai un bel momento per chi viene lasciato, non lo è stato, evidentemente, per quel giovane che, ferito nell’orgoglio o chissà che altro, non ha saputo accettare il distacco e, secondo le accuse, si sarebbe reso protagonista di un crescendo di episodi di stalking che alla fine hanno coinvolto anche i genitori della ragazza.

Nel decreto di giudizio immediato firmato dal gip Cristina Arban, a carico del 21enne, residente in una frazione di Loiri Porto San Paolo, attualmente agli arresti domiciliari per altri reati, vengono citati telefonate, messaggi su whatsapp, insulti irriferibili nei commenti del profilo facebook della minorenne, per arrivare a quella scritta oscena tracciata con una bomboletta spray nella via di Olbia in cui la ragazza risiede insieme alla famiglia. Una escalation che, secondo il provvedimento del gip, ha portato la giovane a «un perdurante stato di ansia e di paura, ingenerando nella vittima il timore per la propria incolumità personale e costringendola a modificare le proprie abitudini di vita, in particolare non riuscendo più a uscire da sola di casa, chiedendo sempre ai genitori di accompagnarla, per timore di incontrarlo».

Genitori finiti anche loro nel mirino del giovane, secondo l’accusa, con minacce di morte al telefono.

Ieri, nel tribunale di Tempio, si è svolta la prima udienza del processo davanti al giudice Camilla Tesi.

Il giovane sotto accusa viene difeso dall’avvocato Rosa Cocco. Mentre la ragazza è rappresenta dagli avvocati Mario Ghezzo e Fausto Depperu che, a nome della minorenne e dei suoi genitori, hanno presentato la richiesta di costituzione di parte civile.

La richiesta è stata accolta dal tribunale che ha rinviato il processo al prossimo 2 novembre, quando saranno ascoltate le testimonianze della ragazza e dei suoi familiari. (a.se.)

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