La Nuova Sardegna

Olbia

Curragghja, la città ricorda i suoi eroi

di Angelo Mavuli
Curragghja, la città ricorda i suoi eroi

Celebrata la giornata della memoria a 37 anni dal drammatico incendio sulla collina, grande commozione alle cerimonie

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TEMPIO. Ancora una volta, nel 37 esimo anniversario del luttuoso evento che il 28 luglio del 1983, sulla collina di Curragghja, provocò la morte eroica di nove uomini che lottavano per spegnere le fiamme di un incendio immane, appiccate a valle da mani assassine e a tutt’oggi impunite, la città ha voluto ricordare e celebrare i suoi eroi (Medaglia d’oro al Valore Civile), con significativi momenti di omaggio, riflessione e preghiera. Il primo appuntamento si è svolto nel tardo pomeriggio nel cimitero cittadino dove è stata deposta una corona di fiori nel mausoleo loro dedicato. Subito dopo, nella chiesa della parrocchia del Sacro Cuore che sorge a circa trecento metri dalla collina della strage del 1983, il vescovo Sanguinetti ha celebrato una messa di suffragio. Dal presule sono giunte parole di conforto per i familiari, spose e figli che ancora oggi portano sulle spalle il peso del lutto. Parole di sollecitazione per chi amministra la cosa pubblica a tutti livelli, per la difesa della vita umana e la preservazione del Creato. Dal vescovo, infine, un invito ai cittadini perché collaborino con chi lavora per la difesa del bene pubblico. Parole di ringraziamento infine per i vigili del duoco, le guardie forestali, la protezione civile, sempre presenti sul campo, a tutti i livelli. La celebrazione della memoria, ha avuto poi il suo epilogo con la deposizione di una corona sul monolito in granito posto sulla collina di Curragghja con incisi i nomi dei caduti. Luogo deputato agli onori militari, all’alza bandiera e ai discorsi di rito che hanno sempre accompagnato questo genere di manifestazione e che anche ieri non sono mancati. Defilati, rispetto al gruppo dell’autorità presenti, alcuni parenti dei caduti che da anni chiedono che del sacrificio dei loro cari non se parli soltanto nell’anniversario dell’evento ma soprattutto nelle scuole.

«La morte dei nostri cari - dicono alcuni - deve entrare nelle scuole come materia di insegnamento. Nel ricordo storico dei caduti, sicuramente, ma anche e soprattutto come materia di insegnamento al rispetto dell’ambiente e della natura. Questa scelta didattica, sempre promessa solennemente dalla municipalità e mai attuata, darebbe un senso alla morte dei nostri cari e soprattutto creerebbe, sin dalla tenera età, quella coscienza civile ed ecologica che ancora oggi manca». La giornata della memoria si è conclusa con un momento musicale proposto da Giovanni Sanna Passino (tromba), Marcello Peghin (Chitarra) e Leonardo Onida (testi e regia).



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