Si riaccendono le ruspe nel cantiere dimenticato

L’Anas ha affidato i lavori a un’impresa lombarda che ha già in corso altre opere La ripresa a metà settembre: 16 mesi per la conclusione. Meloni (Pd): vigileremo

OLBIA. Un cantiere immobile, senza ruspe, né operai da oltre un anno, la rivolta dei cittadini che si battono per la riapertura della strada, un processo ancora in corso (quello con rito ordinario) per la morte di tre persone sprofondate nella voragine della strada spezzata in due dall’alluvione del 18 novembre 2013. E un’inchiesta della Procura che vuole accertare come, perché e di chi sono le responsabilità dei cedimenti alle strutture in cemento armato realizzate finora. Quella della strada di Monte Pino, è una storia tormentata e vergognosa: nessuna ricostruzione è avvenuta ad oggi, a sette anni dal crollo nella provinciale 38 bis che collega l’Alta con la Bassa Gallura.

La notizia – quella attesa da tempo – è che nel cantiere dimenticato, i lavori dovrebbero riprendere a metà settembre. Fermo restando che su quanto già realizzato c’è ancora aperta un’inchiesta. A riprendere in mano e completare la ricostruzione della strada, i cui lavori sono fermi al 30 per cento dopo la rescissione del contratto all’impresa Imp di Carloforte che si era aggiudicata l’appalto nel 2018, è l’impresa Malacrida srl, un’impresa lombarda (di Lesmo) che si sta già occupando di diverse opere e lavori per conto dell’Anas. Per accelerare i tempi che altrimenti sarebbero stati troppo lunghi bandendo una nuova gara d’appalto dopo che la seconda e la terza impresa classificate alle spalle della Imp di Carloforte non avevano accettato le mutate condizioni economiche dell’appalto (ovviamente diventato più oneroso), l’Anas ha deciso di affidare i lavori alla Malacrida srl nell’ambito di un accordo quadro di 10 milioni di euro già in essere. L’Anas insomma usufruirà della stessa impresa che sta eseguendo nell’isola già altri interventi. Nelle scorse settimane è avvenuta la pulizia del cantiere, propedeutica all’avvio dei lavori. E, in questi giorni, sarà firmato il contratto. Presumibilmente, quindi, il cantiere dovrebbe ripartire a metà settembre. Sedici mesi il tempo previsto per la conclusione dell’opera. Che sarà terminata entro il 2021.

«Continueremo a vigilare sul cantiere – commenta il consigliere regionale gallurese del Pd, Giuseppe Meloni – Personalmente mi tengo costantemente informato e le notizie ricevute in questi giorni rispettano il cronoprogramma che mi era stato rappresentato. Certo è che rimane una vergogna che il territorio e le sue comunità possano riavere la strada a otto anni dal crollo, ma a questo punto, non ci resta che incrociare le dita e sperare che questa volta i lavori vengano ultimati davvero e soprattutto che siano fatti bene».

A Monte Pino il cantiere aveva aperto nel maggio 2018. Nel giugno 2019 l’impresa era andata via. Da allora è tutto fermo. A febbraio il cantiere era stato messo in sicurezza e gli operai sarebbero dovuti ritornare ad aprile attraverso una procedura agevolata. Poi un nuovo slittamento per via del Coronavirus. La Regione aveva assicurato la ripresa a giugno. Ma i tempi sono slittati ancora. Ora, la decisione dell’Anas di affidare la ricostruzione dell’opera viaria all’impresa lombarda. Se non ci saranno colpi di scena, ruspe e operai si rimetteranno al lavoro tra qualche settimana. Resta il fatto che sul cantiere incombe ancora un’inchiesta della Procura. Elemento per nulla trascurabile.

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