Moria alla foce del Surrau spiaggia coperta dai pesci

Palau, l’allarme del Gruppo di intervento giuridico: «Urgenti le analisi dell’Arpas» La polizia locale dichiara l’area off limits. L’ipotesi: anossia causata dalle piogge

PALAU . Moria di pesci alla foce del rio Surrau, sul litorale della Sciumara. Tempestivo l'intervento degli ambientalisti. «Uno dei motivi più probabili è l’anossia – afferma il presidente del Gruppo di intervento giuridico, Stefano Deliperi – Cioè la carenza di ossigeno nell’acqua determinata da troppi detriti in caso di forti piogge. Sono necessarie urgenti analisi dell’Arpas per stabilire le cause».

L’area in cui sono spiaggiati numerosi esemplari si ricongiunge a quella del fiume. Le forti e abbondanti precipitazioni degli ultimi giorni avrebbero dunque reso l’acqua meno salata.

Immediato l’intervento della polizia locale di Palau che ha circondato la zona e quello dell’ufficio comunale Ambiente. L’area è stata “ripulita” anche dai gabbiani.

L'evento eccezionale della moria di pesci sul litorale della Sciumara accende i riflettori su un annoso problema che si verifica anche più volte all’anno sulla spiaggia del Liscia, la più grande distesa sabbiosa del litorale nord-orientale. La foce del fiume che si collega alla spiaggia segna il confine tra i comuni di Palau e Santa Teresa. A ogni pioggia abbondante il rio si ingrossa e scava un varco lungo il suo percorso naturale che sfocia in mare. Qui l’acqua dolce si mescola a quella del mare, creando non pochi disagi per l'habitat e anche ingenti danni agli allevatori e agricoltori della zona.

L’area demaniale è super tutelata, per la presenza di dune e di un ecosistema unico e sensibile.

«Tanto – spiega Deliperi – che ci sono precisi vincoli di conservazione integrale e paesaggistici, in cui è vietato l’accesso alle spiagge con mezzi meccanici. Il problema per allevatori e agricoltori però sussiste. E si verifica più volte all’anno. C’è chi ha fatto anche cospicui investimenti nel settore agricolo. In più di un’occasione gli allevatori, impossibilitati ad attingere acqua dai pozzi per gli animali al pascolo, sono dovuti ricorrere al trasporto e al rifornimento idrico con autocisterne. Oppure, chi ha la possibilità, a trasferire il bestiame in altri terreni. A farne le spese è l'habitat naturale».

Non solo eventi atmosferici eccezionali durante l’anno o piogge improvvise in estate. Anche la mano dell’uomo ha contribuito a causare allagamenti in alcune zone del territorio attraversate dal fiume Liscia.

È successo in aprile, quando sono state aperte le paratie della diga del Liscia che hanno fatto disperdere migliaia di metri cubi d’acqua nel territorio gallurese. Causando a Palau disagi agli allevatori e mettendo in pericolo gli animali.

L’amministrazione comunale Manna aveva segnalato l’episodio al servizio dighe dell’Ente acque della Sardegna, responsabile della gestione della diga del Liscia, comunicando gravi ritardi sul fronte delle comunicazioni.

In pratica il preavviso era giunto al Protocollo mezz’ora dopo l’apertura della diga.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes