Migranti, l'assessore olbiese Balata: "Quello di Zoffili un teatrino a favore di camera per facili consensi"

L'assessore della giunta Nizzi contro il deputato leghista. E contro l'odio sui social la capogruppo di Fi Cossu: "La mia città non è questa"

OLBIA. Le parole sature di veleno urlate contro i migranti, l’odio vomitato sulle 125 persone arrivate a bordo della Alan Kurdi e amplificato dai social, hanno scosso la città. La protesta dei militanti della Lega guidati dal deputato Eugenio Zoffili e dai consiglieri regionali Michele Ennas e Anna Lisa Mele contro lo sbarco dei 125 migranti avvenuta il 25 settembre, non piace ai moderati del centrodestra.

Marco Balata, assessore della giunta Nizzi e suo fedelissimo, scrive un post su Fb contro il comportamento di Zoffili che definisce un “teatrino a favore di camera per attirare facili consensi o distraendo l’attenzione per qualche click in più”.

“Ieri l’Onorevole Zoffili non ha fatto niente di onorevole per me - scrive Balata -. Dopo aver sentito per tutta la notte raffiche di vento soffiare con forza inaudita, penso alla lungimiranza di aver accolto 125 esseri umani, tra cui più di 50 minori e tantissimi bambini nella nostra città. Bisogna mettere per un attimo da parte la politica, il mal governo e l’eurocentrismo che spesso ci penalizza. Quelli sono problemi da affrontare in altra sede, non inscenando un teatrino a favore di camera per attirare facili consensi o distraendo l’attenzione per qualche click in più”.

E aggiunge: “Ieri l’onorevole Zoffili era certo di dormire sotto un tetto, anche quando 100 occhi con meno di 5 anni di vita lo osservavano da vicino senza capire, spero, quello che dicesse. Sono sempre stato critico con le politiche migratorie senza logica, ma ieri non si doveva scegliere se lasciare 150 esseri umani in mezzo alla tempesta o accoglierli. Ieri si doveva mettere senza indugio una passerella e portare al sicuro delle vite umane”.

Chiaro l’appello a essere umani della capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Maria Antonietta Cossu. Il suo è un intervento durissimo contro l’odio sui social riservato ai migranti della Alan Kurdil di cui 56 bambini. “Credo che le politiche sull'immigrazione, così come vengono gestite a livello nazionale dal Governo e a livello europeo, non siano adeguate, e che il dialogo tra lo Stato e la Regione Sardegna avrebbe potuto esprimersi attraverso una maggiore correttezza, ma oggi mi sento di rimarcare il fatto che l'essere umano non possa rinunciare alla pìetas e abbandonarsi a pensieri ed esternazioni intrise di estrema cattiveria e crudeltà, soprattutto se questi vengono formulati all'indirizzo di donne, bambini e uomini sofferenti. Purtroppo sui social ultimamente si assiste ad un esercizio vergognoso di brutti pensieri, di quella rabbia famelica che ci allontana dall'umanità. La mia città non è questa”. (serena lullia)

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