Dopo 10 anni finisce l’era Pisciottu
di Serena Lullia
Santa Teresa, il sindaco chiude il secondo mandato: «La piazza dell’ex Esit il mio grande orgoglio»
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SANTA TERESA. Ha portato con orgoglio la fascia tricolore sul petto per 10 anni. Sindaco a tempo pieno perché, come lui stesso dice «non sarei riuscito a ricoprire questo ruolo in modo diverso». Stefano Pisciottu saluta la casa comunale con l’orgoglio di aver lasciato la sua impronta in tanti angoli del paese. La grande piazza dell’ex Esit, il teatro Nelson Mandela, il giardino di piazza Bruno Modesto, l’area marina protetta di Capo Testa. Non una parola sul suo futuro lontano dal municipio. La riservatezza che lo ha contraddistinto nel suo doppio mandato resta una costante.
Pisciottu lascia un paese diverso ai suoi successori. «Quando ci siamo insediati nel 2010 ci siamo concentrati sulla gestione dell’immediato e con le poche risorse disponibili abbiamo lavorato per fare degli interventi di manutenzione nelle scuole – spiega il sindaco –. E ci siamo dedicati a completare le opere, alcune iniziate da anni e mai concluse, altre quasi finite. Parlo del teatro, della biblioteca, del Centro di Lu Brandali, l’apertura e la gestione della torre, l’area marina protetta. Nel contempo abbiamo lavorato per dare gambe ai nostri obiettivi di sostenibilità ambientale e alle azioni che andavano in quella direzione. Come ad esempio lo studio e la realizzazione del nuovo impianto di illuminazione con la sostituzione dei punti luce con i led».
Rivoluzione green. Pisciottu ci tiene molto alla rivoluzione green portata avanti dalle sue amministrazioni. Nelle strade, nelle scuole e negli edifici pubblici. «Tutte le scuole sono state dotate di impianti fotovoltaici e sul fronte del risparmio energetico, ultimamente, abbiamo ottenuto dei finanziamenti che ci hanno permesso di intervenire per produrre energia. Stesso tipo di intervento è stato fatto sul palazzetto dello sport e sulla casa comunale che si autoalimentano. Tra led e impianti fotovoltaici un risparmio della bolletta per il Comune che supera il 60%».
Orgoglio e identità. L’elenco di interventi di cui Pisciottu è orgoglioso è molto lungo. Aver completato il teatro e averlo intitolato a Nelson Mandela, tra l’altro cittadino onorario di Santa Teresa dal 1987. Ma anche dare una gestione al sito Lu Brandali e alla torre, come anche di essere riusciti in breve tempo a sistemare l’area verde di piazza Modesto, ultimamente arricchita anche con la stazione dei pullman e i servizi igienici. Ma l’abbattimento dell’ex Esit e la nascita della grande piazza che guarda alla Corsica è l’opera che più di tutti gli riempie il cuore. «Abbiamo restituito alla comunità uno spazio dell’anima. È il punto di arrivo di ogni giro in auto e di ogni passeggiata. E anche aver realizzato la grande rosa dei venti che indica la direzione e la velocità del vento è un importante elemento identitario. In quel punto storicamente diportisti e pescatori andavano per vedere come fosse il tempo. Una tradizione che continua». Pisciottu ci tiene anche a ricordare i campi da calcetto e beach volley nella club house di Porto Pozzo. La panoramica di San Pasquale, la piazza di Ruoni. La messa in sicurezza del bilancio della Silene che adesso produce ogni anno mezzo milione di euro di utili.
Un consiglio. Un solo augurio e qualche dritta al futuro sindaco. «Non avere smania di realizzare tutto e subito. I risultati si ottengono con il tempo e dopo un attentato studio della macchina amministrativa. Abbiamo una struttura amministrativa di altissimo livello con cui si deve dialogare. E considerare l’Unione dei comuni un’opportunità di crescita per il territorio e anche a livello personale».
Il futuro senza fascia. E sul suo futuro dopo il 26 ottobre Pisciottu resta vago. «Sono entrato in punta di piedi e vorrei andare via allo stesso modo. Ho sempre tenuto la mia vita privata separata da quella pubblica. E così vorrei continuare a fare».
Pisciottu lascia un paese diverso ai suoi successori. «Quando ci siamo insediati nel 2010 ci siamo concentrati sulla gestione dell’immediato e con le poche risorse disponibili abbiamo lavorato per fare degli interventi di manutenzione nelle scuole – spiega il sindaco –. E ci siamo dedicati a completare le opere, alcune iniziate da anni e mai concluse, altre quasi finite. Parlo del teatro, della biblioteca, del Centro di Lu Brandali, l’apertura e la gestione della torre, l’area marina protetta. Nel contempo abbiamo lavorato per dare gambe ai nostri obiettivi di sostenibilità ambientale e alle azioni che andavano in quella direzione. Come ad esempio lo studio e la realizzazione del nuovo impianto di illuminazione con la sostituzione dei punti luce con i led».
Rivoluzione green. Pisciottu ci tiene molto alla rivoluzione green portata avanti dalle sue amministrazioni. Nelle strade, nelle scuole e negli edifici pubblici. «Tutte le scuole sono state dotate di impianti fotovoltaici e sul fronte del risparmio energetico, ultimamente, abbiamo ottenuto dei finanziamenti che ci hanno permesso di intervenire per produrre energia. Stesso tipo di intervento è stato fatto sul palazzetto dello sport e sulla casa comunale che si autoalimentano. Tra led e impianti fotovoltaici un risparmio della bolletta per il Comune che supera il 60%».
Orgoglio e identità. L’elenco di interventi di cui Pisciottu è orgoglioso è molto lungo. Aver completato il teatro e averlo intitolato a Nelson Mandela, tra l’altro cittadino onorario di Santa Teresa dal 1987. Ma anche dare una gestione al sito Lu Brandali e alla torre, come anche di essere riusciti in breve tempo a sistemare l’area verde di piazza Modesto, ultimamente arricchita anche con la stazione dei pullman e i servizi igienici. Ma l’abbattimento dell’ex Esit e la nascita della grande piazza che guarda alla Corsica è l’opera che più di tutti gli riempie il cuore. «Abbiamo restituito alla comunità uno spazio dell’anima. È il punto di arrivo di ogni giro in auto e di ogni passeggiata. E anche aver realizzato la grande rosa dei venti che indica la direzione e la velocità del vento è un importante elemento identitario. In quel punto storicamente diportisti e pescatori andavano per vedere come fosse il tempo. Una tradizione che continua». Pisciottu ci tiene anche a ricordare i campi da calcetto e beach volley nella club house di Porto Pozzo. La panoramica di San Pasquale, la piazza di Ruoni. La messa in sicurezza del bilancio della Silene che adesso produce ogni anno mezzo milione di euro di utili.
Un consiglio. Un solo augurio e qualche dritta al futuro sindaco. «Non avere smania di realizzare tutto e subito. I risultati si ottengono con il tempo e dopo un attentato studio della macchina amministrativa. Abbiamo una struttura amministrativa di altissimo livello con cui si deve dialogare. E considerare l’Unione dei comuni un’opportunità di crescita per il territorio e anche a livello personale».
Il futuro senza fascia. E sul suo futuro dopo il 26 ottobre Pisciottu resta vago. «Sono entrato in punta di piedi e vorrei andare via allo stesso modo. Ho sempre tenuto la mia vita privata separata da quella pubblica. E così vorrei continuare a fare».
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