La Nuova Sardegna

Olbia

L’Amp divide i candidati sindaci

di Walkiria Baldinelli
L’Amp divide i candidati sindaci

Santa Teresa, Paolo Sardo: «La via tracciata è quella giusta». Matta: «Regolamento da rivedere»

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SANTA TERESA. L’Area marina protetta Capo Testa-Punta Falcone è un tema caldo della campagna elettorale e si cominciò a discuterne dal 1991. Voluta dall’amministrazione uscente del sindaco Stefano Pisciottu, è stata istituita nel maggio 2017. È gestita in modo temporaneo dal Comune, l’ufficio è presieduto dalla segretaria dell’ente locale. La scelta irrevocabile dell’area marina comporta cambiamenti radicali nelle dinamiche sociali ed economiche. Per questo è inserita nei programmi elettorali delle due coalizioni civiche che gareggiano alle amministrative del 26 e 27 ottobre. Pensieri in parte condivisi e in parte no dalle due liste.

«È un patrimonio comune – dice Paolo Sardo, capolista della civica numero 1, “Lungoni è il momento” –. L’Amp è un percorso già tracciato, va vista in un insieme più grande. È un’opportunità per cambiare il tessuto sociale e turistico di Santa Teresa. Per questo insieme alla comunità, primo custode del nostro ambiente, svilupperemo l’area marina». «L’unica soluzione – afferma Nadia Matta, capolista della civica numero 2 “Futuro diverso” –, è la revisione del Regolamento dell’Amp. Va reso meno restrittivo, per accontentare quel turista che, sempre nel rispetto, vuole vivere il mare in tutti i suoi aspetti. Penserei soprattutto a tutelare le attività legate al mare, che a Santa Teresa non sono poche».

I due candidati sindaco spiegano meglio i concetti e le proposte che ruotano attorno al tema. «Amp – dice Paolo Sardo -, Sito di interesse comunitario, mobilità sostenibile, percorsi naturalistici e pista ciclo pedonale. Insieme alla gestione di Cala grande e del vecchio faro di Capo Testa, con il centro di educazione ambientale devono andare di pari passo, si tratta di un’opportunità reale». Sardo sottolinea che «tramite l'Amp si possono intercettare nuove risorse attraverso bandi europei per studiare varie peculiarità: quelle del mare, delle coste e delle spiagge. Avere cioè dati precisi per salvaguardare il nostro patrimonio ambientale, unica risorsa irriproducibile e perché no, garantire posti di lavoro qualificati necessari alla nostra comunità. Abbiamo molti esempi virtuosi di Amp che riescono a non pesare sulle casse dell'ente. La scelta di istituire un settore interno al comune ha già consentito di risparmiare sui compensi del presidente, per legge dovrà essere il sindaco pro tempore. Ciò che non dovrà mancare è la sinergia tra l'ente e tutti i portatori di interesse. Coloro che dal mare ricavano il sostentamento per le proprie famiglie». «È necessario uno studio accurato del territorio – dice Matta –, per capire che bisogna lavorare su due fronti: la tutela dell’ambiente e dell’economia. Uno non dovrebbe escludere l’altro. L’ambiente è un patrimonio da amministrare sempre con lungimiranza, per consentire alle generazioni presenti e future di godere dei benefici». È con questa visione che Nadia Matta pensa all’Amp: «Se gestita al meglio è un fiore all’occhiello del territorio, capace di attirare un target medio alto di turista, attento nello scegliere il luogo della vacanza. Ecologista, interessato a scoprire l’identità del posto che visita e a viaggiare gran parte dell’anno, un fattore non trascurabile». Aggiunge: «Se ci rivolgiamo a questa tipologia di turismo possiamo trarne un vantaggio. Tuttavia Santa Teresa è frequentata anche da turisti con altre esigenze. La capacità sta nel riuscire a trovare il modo per conciliare tutti questi aspetti: il rispetto dell’ambiente e di chi del mare vuole farne una fonte di divertimento e svago. Ecco perché occorre revisionare il regolamento dell’Amp».

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