«Percorsi Covid a rischio all’interno dell’ospedale»
La denuncia della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil: non si rispettano le regole Secca replica della direzione Assl: «Accuse infondate, la sicurezza è assoluta»
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OLBIA. «Nella gestione della pandemia che sta investendo anche la Gallura, la direzione dell’Ats e quella della Assl di Olbia improvvisano. Non si rispettano tutte le regole dettate dai protocolli condivisi per la sicurezza e non sono stati nemmeno costituiti i comitati di verifica». La dura denuncia arriva dalle segreterie territoriali di Fp Cgil (Luisella Maccioni), Fp Cisl (Alma Viola) e Uil Fpl (Margherita Canu). Sono loro a fare subito «un esempio eclatante: due giorni fa ci è stato detto che sono stati predisposti i percorsi Covid per i pazienti della Pediatria, con un itinerario che si dipana tra i corridoi del Laboratorio analisi, incrociando, in luoghi dedicati ai pazienti esterni (cira 100 al giorno tra pazienti Tao e coloro che devono sottoporsi a prelievi di sangue): parliamo dunque di pazienti a rischio, come immunodepressi, pazienti oncologici, donne in gravidanza. Senza dimenticare il personale, consapevole dei pericoli che una situazione del genere comporta. E’ per questo che riteniamo indispensabile individuare percorsi puliti per una maggiore tutela delle persone con patologie a rischio».
Una versione completamente diversa quella della Assl che accusa invece i sindacati di evidenziare «per l'ennesima volta, aspetti negativi non veritieri e lesivi dell'immagine di tutti coloro che in questi mesi si sono adoperati per consentire la massima funzionalità dell'ospedale in termini di sicurezza dei lavoratori e di risposta al bisogno di salute. I percorsi di cui parlano Cgil, Cisl e Uil, oltre ad essere stati validati dagli organi competenti e in particolare dal Servizio di Prevenzione e Protezione della Assl di Olbia, esistono dal marzo scorso e nell'ultima revisione sono stati ulteriormente rivisitati e approvati, garantendo la massima sicurezza possibile. Tutto l'ospedale - prosegue la direzione aziendale - risulta essere soggetto a continue procedure di sanificazione, sia ordinaria che straordinaria, ogni qualvolta lo si ritenga necessario, ovvero ad ogni passaggio di pazienti positivi. Inoltre tutto il personale è stato informato sui percorsi attraverso la pubblicazione periodica su intranet, e, lo stesso, è stato invitato a non transitare nei luoghi segnati fatto salva l’assoluta necessità. Il transito nei corridoi, considerati percorsi misti e, come già evidenziato continuamente sanificati, non è di per sé fonte di rischio e risulta comunque inevitabile per accogliere il paziente nelle varie fasi diagnostico-terapeutiche. Si vuole inoltre ricordare - conclude la Assl - che il ruolo di principio fondamentale è quello di garantire il diritto alla salute di chi soffre, indipendentemente dalla patologia che lo affligge nel rispetto della sicurezza del lavoratore. Quest'obiettivo è stato raggiunto e lo dimostra il fatto che a oggi, il Giovanni Paolo II rappresenta l'unico ospedale che non ha interrotto la sua attività durante questa logorante pandemia, con un limitato numero di operatori positivi all'interno del suo organico». (s.p.)
Una versione completamente diversa quella della Assl che accusa invece i sindacati di evidenziare «per l'ennesima volta, aspetti negativi non veritieri e lesivi dell'immagine di tutti coloro che in questi mesi si sono adoperati per consentire la massima funzionalità dell'ospedale in termini di sicurezza dei lavoratori e di risposta al bisogno di salute. I percorsi di cui parlano Cgil, Cisl e Uil, oltre ad essere stati validati dagli organi competenti e in particolare dal Servizio di Prevenzione e Protezione della Assl di Olbia, esistono dal marzo scorso e nell'ultima revisione sono stati ulteriormente rivisitati e approvati, garantendo la massima sicurezza possibile. Tutto l'ospedale - prosegue la direzione aziendale - risulta essere soggetto a continue procedure di sanificazione, sia ordinaria che straordinaria, ogni qualvolta lo si ritenga necessario, ovvero ad ogni passaggio di pazienti positivi. Inoltre tutto il personale è stato informato sui percorsi attraverso la pubblicazione periodica su intranet, e, lo stesso, è stato invitato a non transitare nei luoghi segnati fatto salva l’assoluta necessità. Il transito nei corridoi, considerati percorsi misti e, come già evidenziato continuamente sanificati, non è di per sé fonte di rischio e risulta comunque inevitabile per accogliere il paziente nelle varie fasi diagnostico-terapeutiche. Si vuole inoltre ricordare - conclude la Assl - che il ruolo di principio fondamentale è quello di garantire il diritto alla salute di chi soffre, indipendentemente dalla patologia che lo affligge nel rispetto della sicurezza del lavoratore. Quest'obiettivo è stato raggiunto e lo dimostra il fatto che a oggi, il Giovanni Paolo II rappresenta l'unico ospedale che non ha interrotto la sua attività durante questa logorante pandemia, con un limitato numero di operatori positivi all'interno del suo organico». (s.p.)
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