Sbalzi di energia: utente diffida l’Enel
Disagi attorno al castello di Pedres. Maurizio Cocco: «Danni per oltre 8mila euro»
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OLBIA. La linea elettrica fa saltare i nervi. Certe volte la tensione è troppo alta, altre volte è fin troppo bassa. E il risultato è questo: impianti danneggiati e salassi in bolletta. C’è un cittadino, Maurizio Cocco, che racconta di aver calcolato in pochi anni un qualcosa come 8.755 euro di danni. Succede in piena periferia, nella zona attorno al castello di Pedres, dove sono diverse le famiglie che già da qualche tempo stanno riscontrando seri problemi con la linea elettrica. Maurizio Cocco, che è un po’ il portavoce del gruppo di cittadini, attraverso il suo avvocato ha anche diffidato l’Enel, chiedendo allo stesso tempo il risarcimento dei danni. La diffida preparata dall’avvocato Michele Ponsano ripercorre l’intero braccio di ferro con una linea che non funziona. «Maurizio Cocco è proprietario di un immobile di recente costruzione – si legge nel documento –. Ha acquistato, nel 2016, un impianto fotovoltaico che è stato installato e allacciato alla rete elettrica di distribuzione. Fin dalla sua installazione si sono però riscontrati gravi problemi di tensione da parte di Enel distribuzione, rilevati e condivisi anche da altri proprietari di appartamenti nelle vicinanze. Questa situazione determina il consumo eccessivo di energia elettrica e genera bollette molto costose, dando luogo a una situazione del tutto antitetica a quella che si voleva evitare con l’installazione del fotovoltaico – spiega l’avvocato -. Il signor Cocco ha poi sottoscritto un contratto di assistenza e incarico professionale con la Sosfer, società che effettua il monitoraggio e la verifica del funzionamento degli impianti fotovoltaici. Ebbene, sono stati registrati dei video dimostrativi ed è stata riscontrata una sovratensione nelle ore diurne e una bassa tensione nelle ore notturne». Inoltre è stata effettuata una attenta analisi delle perdite di energia registrate fino a oggi, in base alle stime relative a un impianto fotovoltaico e all’energia effettivamente prodotta. Al malfunzionamento dell’impianto si aggiungono poi tutte le spese che l’utente ha dovuto sostenere nel corso degli ultimi anni per pagare gli interventi degli elettricisti e per acquistare numerose apparecchiature, come stabilizzatori di tensione, schede, centraline, motori, lampadine e gruppi elettrogeni. In totale sono stati calcolati 8.755 euro di danni. L’avvocato Ponsano ha così diffidato l’Enel chiedendo di sostituire la linea o di potenziarla con l’obiettivo di consentire il corretto funzionamento dell’impianto fotovoltaico, oltre al risarcimento di tutti i danni finora subiti. (d.b.)
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