Discariche, bonifiche a tappeto
di Walkiria Baldinelli
Santa Teresa, l’assessora Careddu illustra il piano. In cima alla lista Valle della luna e Sarra Curichena
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SANTA TERESA. Ambiente e storia. Questo binomio per l’amministrazione di Nadia Matta è un punto di forza del modello di tutela e sviluppo del territorio che intende attuare. A iniziare da una attenta opera di salvaguardia e messa in sicurezza di luoghi identitari, come Cala Grande (Valle della luna), ma anche bonifiche a tappeto sul territorio per restituire a Santa Teresa spazi per uno sviluppo sostenibile. E per creare una rete di accoglienza territoriale.
Cala Grande. «Abbiamo già iniziato una serie di rilevamenti fotografici e audiovisivi – dice l’assessora all’Ambiente, Sandra Careddu –. L’idea è quella di bonificare alcune aree e rendere fruibile a tutti, in sicurezza, uno dei territori di pregio e più famosi di Santa Teresa». La scorsa estate a Cala Grande c’è stato un via vai di campeggiatori abusivi, in barba alle prescrizioni anticontagio da Covid-19 e ai divieti mirati per salvaguardare la zona supertutelata. È un’area Sic, cioè un sito di interesse comunitario, inserita anche nell’Amp Capo Testa-Punta Falcone.
«Il nostro progetto – afferma – abbraccia Cala Grande, ma riguarda anche i siti archeologici dimenticati. I camminamenti e lo sviluppo dell’Amp, che si sposa con quello più ampio, non solo legato al settore balneare. Ad esempio, coniugando il mare con la (ri)scoperta dell’agro, favorendo la nascita o la crescita di attività turistico-ricettive. Anche attraverso il supporto alla creazione di piantagione di vigne autoctone, frutteti e impianti di orti con il recupero di antichi semi e antiche varietà».
Bonifiche. In continuità amministrativa, con un finanziamento regionale di quasi 160mila euro, saranno eseguiti lavori di pulizia e messa in sicurezza a Sarra Curichena. L’area di un ettaro e mezzo ospitava una vecchia discarica di rifiuti solidi urbani. Questo intervento urgente prevede anche un’indagine e i rilievi per una riqualificazione ambientale della discarica dismessa che si trova a sette chilometri dal centro urbano di Santa Teresa.
Mappatura siti. «L’obiettivo – spiega Careddu –, è fare una ricognizione dei siti critici, cioè aree del territorio trasformate in discariche abusive. Un progetto che portiamo avanti per step. Dopo una mappatura indispensabile per individuare le priorità degli interventi, il passaggio successivo sarà quello di bonificare le aree. Tuttavia, il progetto che stiamo costruendo mira a prevenire questi atti incivili e, attraverso una partecipazione attiva e costruttiva con i cittadini, a tutelare, valorizzare e sviluppare il nostro paesaggio. In sostanza, ognuno di noi diventa protagonista di un’opera di sensibilizzazione dell’ambiente, che non è sinonimo di vigilanza».
Progetto green condiviso. L’ampio progetto verde dell’amministrazione punta a sensibilizzare e a formare cittadini, artigiani e imprese. «Nel gruppo di lavoro – dice Careddu –, la figura di un agronomo esperto è fondamentale. Perché puntiamo a spiegare alle persone gli aspetti ambientali, ma anche a formare chi vive e lavora sul territorio. Tutto questo implica anche innovazioni tecnologiche, corsi di formazione e sensibilizzazione per conservare e proporre un rapporto integrato tra abitante-visitatore-isola. I corsi di formazione sono dunque un valore aggiunto per la risorsa del paesaggio. Insegneremo, ad esempio, un modo corretto di fare le potature».
Nuove idee. L’amministrazione punta a migliorare e a potenziare i servizi esistenti. «Siamo disponibili all’ascolto – conclude Careddu –. Stiamo costruendo un progetto strategico coinvolgendo tutti, saranno gli stessi gruppi di lavoro a monitorare il territorio e a suggerire le soluzioni per risolvere i problemi o per dare servizi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Cala Grande. «Abbiamo già iniziato una serie di rilevamenti fotografici e audiovisivi – dice l’assessora all’Ambiente, Sandra Careddu –. L’idea è quella di bonificare alcune aree e rendere fruibile a tutti, in sicurezza, uno dei territori di pregio e più famosi di Santa Teresa». La scorsa estate a Cala Grande c’è stato un via vai di campeggiatori abusivi, in barba alle prescrizioni anticontagio da Covid-19 e ai divieti mirati per salvaguardare la zona supertutelata. È un’area Sic, cioè un sito di interesse comunitario, inserita anche nell’Amp Capo Testa-Punta Falcone.
«Il nostro progetto – afferma – abbraccia Cala Grande, ma riguarda anche i siti archeologici dimenticati. I camminamenti e lo sviluppo dell’Amp, che si sposa con quello più ampio, non solo legato al settore balneare. Ad esempio, coniugando il mare con la (ri)scoperta dell’agro, favorendo la nascita o la crescita di attività turistico-ricettive. Anche attraverso il supporto alla creazione di piantagione di vigne autoctone, frutteti e impianti di orti con il recupero di antichi semi e antiche varietà».
Bonifiche. In continuità amministrativa, con un finanziamento regionale di quasi 160mila euro, saranno eseguiti lavori di pulizia e messa in sicurezza a Sarra Curichena. L’area di un ettaro e mezzo ospitava una vecchia discarica di rifiuti solidi urbani. Questo intervento urgente prevede anche un’indagine e i rilievi per una riqualificazione ambientale della discarica dismessa che si trova a sette chilometri dal centro urbano di Santa Teresa.
Mappatura siti. «L’obiettivo – spiega Careddu –, è fare una ricognizione dei siti critici, cioè aree del territorio trasformate in discariche abusive. Un progetto che portiamo avanti per step. Dopo una mappatura indispensabile per individuare le priorità degli interventi, il passaggio successivo sarà quello di bonificare le aree. Tuttavia, il progetto che stiamo costruendo mira a prevenire questi atti incivili e, attraverso una partecipazione attiva e costruttiva con i cittadini, a tutelare, valorizzare e sviluppare il nostro paesaggio. In sostanza, ognuno di noi diventa protagonista di un’opera di sensibilizzazione dell’ambiente, che non è sinonimo di vigilanza».
Progetto green condiviso. L’ampio progetto verde dell’amministrazione punta a sensibilizzare e a formare cittadini, artigiani e imprese. «Nel gruppo di lavoro – dice Careddu –, la figura di un agronomo esperto è fondamentale. Perché puntiamo a spiegare alle persone gli aspetti ambientali, ma anche a formare chi vive e lavora sul territorio. Tutto questo implica anche innovazioni tecnologiche, corsi di formazione e sensibilizzazione per conservare e proporre un rapporto integrato tra abitante-visitatore-isola. I corsi di formazione sono dunque un valore aggiunto per la risorsa del paesaggio. Insegneremo, ad esempio, un modo corretto di fare le potature».
Nuove idee. L’amministrazione punta a migliorare e a potenziare i servizi esistenti. «Siamo disponibili all’ascolto – conclude Careddu –. Stiamo costruendo un progetto strategico coinvolgendo tutti, saranno gli stessi gruppi di lavoro a monitorare il territorio e a suggerire le soluzioni per risolvere i problemi o per dare servizi».
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