La Nuova Sardegna

Olbia

Due super consulenti per il Comune, è polemica

di Angelo Mavuli
Due super consulenti per il Comune, è polemica

“Tempio cambia” all’attacco: «Troppi soldi per un incarico che potrebbero svolgere i consiglieri»

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TEMPIO. La stipula da parte della giunta comunale di due contratti triennali di consulenza esterna, “per supporto all’attività amministrativa”, del valore annuale di 25 mila euro ciascuno (per un totale di 150 mila euro) ha provocato l’immediata reazione del gruppo consiliare d’opposizione “Tempio cambia”, composto dal capogruppo Nicola Comerci e dai consiglieri Nicola Tondini e Marina Manconi. «Il sindaco – dice Tempio Cambia – di propria iniziativa, ha nominato due consulenti esterni, con uno stipendio di tutto rispetto. Una scelta legittima rispetto alla quale, tuttavia, “Tempio cambia” dissente sia eticamente, perché assolutamente irrispettosa delle difficoltà in cui versano tanti, concittadini, sia politicamente, non ravvisandosi l’urgenza e la necessità di investire una cifra così alta di denaro per assolvere compiti che potrebbero essere svolti tranquillamente, ad esempio, dai consiglieri di maggioranza, con un risparmio notevole per le casse comunali».

Il gruppo consiliare lancia una proposta. «Tempio cambia – dice Comerci – continuerà a operare nel segno dello spirito costruttivo dimostrato in questi primi mesi di mandato. Sarà nostro compito quello di vigilare sull’operato dell’esecutivo e, a seconda dei casi, fungere da opposizione o da supporto. Avremo cura, in particolare, di lavorare affinché, per la nostra città e per il territorio, non passino in secondo piano questioni cruciali come lo smantellamento di fatto del Paolo Dettori, la crisi sempre crescente del settore sugheriero, l’annosa questione della viabilità e l’abbandono della zona industriale. «Problemi – ancora il gruppo d’opposizione – che al momento, invece, sembrano essere state accantonate dalla maggioranza a favore di altre questioni evidentemente ritenute più appetibili. Come ad esempio, la vendita del compendio di Rinagghju, in merito alla quale, abbiamo chiesto di visionare gli atti relativi alla precedente consiliatura, in cui non eravamo presenti». «In tali atti – conclude Comerci – abbiamo riscontrato diversi elementi che, a nostro avviso, lasciano spazio a numerose perplessità riguardo all’opportunità di procedere all’alienazione di un bene pubblico così rappresentativo dell’identità cittadina. Ci riserviamo di riflettere ancora sulla questione per discuterla successivamente in Consiglio comunale con il supporto partecipato e collaborativo dell’intera città».



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