La Nuova Sardegna

Olbia

L’alluvione del 2013 

Fiumi esondati: Careddu e Bacciu si difendono davanti al gup

Fiumi esondati: Careddu e Bacciu si difendono davanti al gup

OLBIA. Si sono difesi davanti al gup ribadendo per la seconda volta la loro estraneità ai reati di cui vengono accusati. L’ex vicesindaco Carlo Careddu e l’ex assessore ai lavori pubblici Davide...

2 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Si sono difesi davanti al gup ribadendo per la seconda volta la loro estraneità ai reati di cui vengono accusati. L’ex vicesindaco Carlo Careddu e l’ex assessore ai lavori pubblici Davide Bacciu hanno reso nuovamente spontanee dichiarazioni in udienza preliminare essendo cambiato il giudice – ad occuparsi del procedimento ora è il gup Marco Contu – e modificato il capo d’imputazione con nuove integrazioni in seguito al deposito di ulteriore documentazione da parte del pm Ilaria Corbelli. Il procedimento è quello relativo all’esondazione del rio Siligheddu, Gadduresu e Ua Niedda nell’alluvione del 18 novembre 2013 che provocò la morte, in città, di sei persone. Imputati insieme a Careddu e Bacciu altri otto tra dirigenti, ingegneri e geometri del comune di Olbia: Tino Azzena, Mauro Scanu, Paolo Meloni, Francesco Pisanu, Luigi Sanna, Sergio Usai, Claudio Vinci e Michele Territo. Per tutti loro, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Careddu, difeso dagli avvocati Guido Da Tome e Benedetto Ballero, è ritenuto responsabile di una serie di omissioni relative a progettazioni e lavori nei canali che esondarono. Ieri ha ribadito come le opere idrauliche che secondo l’accusa hanno determinato il disastro siano tutte di molto antecedenti al suo mandato e che, se veramente l’accusa ritiene che quelle opere abbiano contribuito agli effetti nefasti dell’alluvione, dovrebbe chiamare a risponderne il personale tecnico e politico che le ha progettate e realizzate. E fra quel personale politico, per una questione anagrafica lui non c’è. Anche Bacciu, assistito dagli avvocati Marco Salis e Piera Ferrara, ha dichiarato la sua estraneità a progettazioni e realizzazioni di opere avvenute ben oltre dieci anni prima del suo incarico. Hanno reso spontanee dichiarazioni respingendo ogni accusa anche l’ex dirigente Mauro Scanu e il tecnico Sergio Usai, difesi dall’avvocato Paola Palitta. (t.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative