Covid-19, l’Authority ha un piano

All’Isola Bianca e a Golfo Aranci un servizio di rilevamento della temperatura con guardie non armate

OLBIA. Pianificazione, ma anche tecnologia e sicurezza, sono alla base del programma di potenziamento dei servizi di vigilanza sull’Isola Bianca e gli altri scali marittimi della Gallura, a partire da Golfo Aranci. Il nuovo progetto di security anti Covid varato dall’Autorità portuale della Sardegna avrà una dimensione regionale che prevede, tra l’altro, l’introduzione dell’automazione degli accessi in tutti i porti per passeggeri, trasportatori e operatori. Un occhio di riguardo per l’Isola Bianca, il primo porto passeggeri italiano durante il periodo estivo, che conta un grande impatto dei flussi turistici. Il futuro è una nebulosa, ma l’Authority è pronta ad affrontare l’emergenza sanitaria sul fronte della sicurezza.

Il piano. In previsione della stagione estiva, quando si spera che l’impatto della pandemia sarà affievolito, l’Authority ha già indetto la gara per il servizio di rilevamento della temperatura dei passeggeri in arrivo nei porti di Olbia e Golfo Aranci, oltre a quelli di Cagliari e Porto Torres. Si tratta di un servizio di contrasto alla diffusione epidemiologica da Covid-19 con l’impiego di guardie non armate. Un sistema di controllo della temperatura corporea a tutti i viaggiatori in arrivo in Sardegna nei porti di competenza dell’Autorità portuale. L’importo complessivo del servizio sarà di 827 mila euro. L’importo del servizio, che durerà 7 mesi, per il porto Isola Bianca sarà di 255 mila euro. A cui andranno aggiunti i quasi 70mila euro che serviranno per Golfo Aranci.

Traffico estivo. In base alle disposizioni derivanti dalle ordinanze regionali sulle misure straordinarie di contrasto e prevenzione della diffusione epidemiologica, la scorsa estate nei principali porti di competenza dell’Authority sono stati resi operativi i rilevamenti della temperatura corporea ai passeggeri in arrivo nell’Isola. Negli scali di Olbia e Golfo Aranci personale incaricato dall’Autorità portuale era stato schierato in banchina per monitorare con le termocamere tutti i passeggeri allo sbarco, sia a piedi che in auto. Controlli non semplici nella modalità operative e nella gestione, considerati i volumi di traffico in continuo incremento e le procedure da seguire. I controlli, infatti, erano stati effettuati direttamente sottobordo, in prossimità del portellone della nave. Tutti i passeggeri in auto, invece, erano stati indirizzati verso apposite corsie, lungo le quali, prima dell’uscita dall’area ad accesso ristretto e senza scendere dal veicolo, il personale preposto aveva effettuato le rilevazioni. In caso di rilevazioni con temperatura pari a 37,5 gradi, dunque superiore a quelle fissate dalla normativa in materia di contenimento del contagio da Covid, si era proceduto con la segnalazione al personale sanitario preposto dalla Protezione civile e al trasferimento in apposite tende per le successive procedure di triage previste dal protocollo.

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