«Balneari, due sentenze contro le maxi proroghe»

Il settore Urbanistica studia le nuove decisioni della Corte costituzionale e del Tar Olbia e i comuni su cui pende il commissariamento vedono confermate le scelte

OLBIA. Una sentenza della Corte costituzionale e una del Tar Campania irrompono nella già movimentata guerra degli ombrelloni. Solo qualche giorno fa la diatriba amministrativa si è spostata sul piano penale con la denuncia alla Procura del dirigente all’Urbanistica di Olbia da parte di Federbalneari. Denuncia che l’associazione di categoria ha annunciato estenderà entro la settimana ai funzionari degli altri comuni che non hanno firmato l’estensione delle licenze al 2034.

I due pronunciamenti vengono letti con soddisfazione degli uffici tecnici dei sette comuni sardi - Olbia, Cagliari, Quartu, Loiri Porto San Paolo, Arzachena, Orosei, Posada - che hanno autorizzato solo una proroga tecnica di un anno in attesa che si faccia chiarezza sulla normativa. A oggi c’è una sovrapposizione tra la direttiva europea Bolkestein che dice stop alle proroghe automatiche e impone che le concessioni vengano messe a bando. E la normativa nazionale che ha stabilito invece l’estensione delle licenze al 2034.

Corte costituzionale. La Corte si è espressa su un caso specifico: la decisione della Regione Calabria di trasformare le concessioni demaniali stagionali in titoli pluriennali con rinnovo automatico. Ma come spiegano i tecnici dei sette comuni sardi, i giudici hanno ribadito alcuni concetti base che confermerebbero la bontà del no all’estensione per 15 anni. Nello specifico la Corte Costituzionale ha accolto il ricorso del Governo ribadendo che la proroga è una competenza statale e non regionale e che «la nuova ipotesi del rinnovo delle concessioni già esistenti finisce per essere sottratta alle procedure a evidenza pubblica conformi ai principi comunitari e statali, di tutela della concorrenza stabiliti per le ipotesi di rilascio di nuove concessioni in favore dei precedenti titolari». Nessun riferimento diretto alla Bolkestein, ma al Trattato sul funzionamento dell’Ue e alla normativa statale italiana.

Sentenza Tar Campania. Il tribunale amministrativo di Salerno si è invece espresso sul contenzioso tra il titolare di uno stabilimento balneare e il Comune di Camerota. Nella sentenza i giudici sostengono che la legge 145 del 2018 - quella con cui lo Stato italiano ha dato il via libera alla proroga automatica delle concessioni balneari fino al 2034 - «si presenta confliggente con i principi euro-unitari sanciti dalla direttiva Bolkestein».

Il commissariamento. La Regione Sardegna ha sposato da subito il rinnovo al 2034. Nello specifico l’assessore agli Enti locali, Quirico Sanna, ha avvisato i sette comuni sardi “ribelli” che se non avessero provveduto ad allinearsi sarebbero stati commissariati. L’ultimatum è scaduto il 22 gennaio. (se.lu.)

WsStaticBoxes WsStaticBoxes