processo
Rapina e minacce: amiche a giudizio
Una delle due è accusata anche di stalking nei confronti dell’ex
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TEMPIO. Sono accusate di aver portato via dall’abitazione di un uomo di Berchidda dei gioielli e di averlo fatto minacciando suo figlio che in quel momento era in casa. Ma le accuse da cui devono difendersi due amiche di Tempio, Piera Deiana e Barbara Masala, sono diverse: ad entrambe viene contestata la rapina aggravata, mentre Barbara Masala deve rispondere anche dell’accusa di circonvenzione di incapace, violenza privata e stalking nei confronti del giovane che, all’epoca dei fatti contestati, era il suo fidanzato. Avrebbe insomma approfittato di lui per appropriarsi dei preziosi. Ieri mattina si è aperto il processo a carico delle due imputate difese dalle avvocate Anna Maria Santoru, del Foro di Sassari, e Antonia Mele, del Foro di Tempio, davanti al collegio presieduto dal giudice Marco Contu.
La Procura di Tempio – in aula il pubblico ministero Ilaria Corbelli – accusa le due donne di una serie di reati. Avrebbero portato via dall’abitazione di Berchidda, mentre il padrone di casa era all’estero, i gioielli e altri oggetti appartenuti a sua moglie, e la Masala avrebbe cercato di prelevare dei soldi dall’ufficio postale di Tempio utilizzando la carta dell’uomo. La difesa è certa di poter dimostrare l’insussistenza delle accuse nel corso del dibattimento. Secondo i legali non c’è stata nessuna rapina aggravata, ma quei gioielli sono stati regalati dal giovane alla sua fidanzata e solo per paura della reazione di suo padre avrebbe accusato ingiustamente le due donne. (t.s.)
La Procura di Tempio – in aula il pubblico ministero Ilaria Corbelli – accusa le due donne di una serie di reati. Avrebbero portato via dall’abitazione di Berchidda, mentre il padrone di casa era all’estero, i gioielli e altri oggetti appartenuti a sua moglie, e la Masala avrebbe cercato di prelevare dei soldi dall’ufficio postale di Tempio utilizzando la carta dell’uomo. La difesa è certa di poter dimostrare l’insussistenza delle accuse nel corso del dibattimento. Secondo i legali non c’è stata nessuna rapina aggravata, ma quei gioielli sono stati regalati dal giovane alla sua fidanzata e solo per paura della reazione di suo padre avrebbe accusato ingiustamente le due donne. (t.s.)
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