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Olbia

Tempio, il racconto di un paziente psichiatrico: «Senza sussidio da mesi»

di Angelo Mavuli
Tempio, il racconto di un paziente psichiatrico: «Senza sussidio da mesi»

Sotto accusa l'eccesso di burocrazia. «Troppi ritardi e disguidi, ma il Comune ha fatto il possibile»

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TEMPIO. Alzano la voce, i pazienti psichiatrici e le loro famiglie. Perché secondo quanto raccontano, sui sussidi previsti dalla legge regionale ci sarebbero gravissimi ritardi «a causa soprattutto dalle problematiche create dalla burocrazia e dalla scarsa attenzione degli addetti ai lavori. Nello specifico ci sarebbero ritardi da parte del centro di salute mentale».

Ad affermarlo, con un lungo comunicato è F.P., un «paziente psichiatrico tempiese - scrive -, impantanato assieme a diversi altri pazienti nella rete della burocrazia italiana, per colpa della disattenzione e della noncuranza di chi si occupa di una categoria di malati che, sicuramente, per qualcuno, non meritano attenzione».

Per rafforzare ancor di più la sua protesta, F.P. non esita a raccontare la propria storia «che è simile a mille altre - dice -. Sono stato percettore della legge regionale numero 20 (quella per i malati psichiatrici), per circa 4/5 mesi nell’anno 2020. Poi più nulla. Dal Comune, ed in particolare dai Servizi Sociali, sono stato cortesemente avvertito che la domanda per il rinnovo del sussidio doveva essere presentata entro dicembre dell'anno in corso. Nel mio caso specifico entro il 30 dicembre 2020. Della scadenza - prosegue F.P. -, avevo quindi informato tempestivamente un’ operatrice del Centro di Salute Mentale, la quale, incredibilmente, non era però a conoscenza di tale tempistica e che, nel trattare la mia pratica, stilando la domanda, ha inserito, anziché i miei dati personali, i dati di un altro paziente. Con una serie di disguidi che in una situazione diversa avrebbero potuto far sorridere e che nel caso specifico invece, stanno trasformando la mia vita in un inferno. Visto che da mesi, ormai, non ricevo più nessun sussidio. A complicare ulteriormente la situazione scopro anche che il personale comunale competente, che mi avrebbe sicuramente aiutato, era in ferie e che il servizio specifico dal quale avrei potuto ricevere un aiuto era stato sospeso da circa un mese». Il racconto di F.P. prosegue in un crescendo di eventi negativi e ritardi burocratici che stanno aggravando la sua già difficoltosa esistenza. «È inconcepibile, e recepisco mal volentieri, il fatto che la nostra burocrazia provochi tanti a tale ritardi e angoscia in chi attende attenzione. Chi può aiutarmi?».



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