Cavalcavia, indaga la Procura
di Tiziana Simula
Aperto un fascicolo sulla bretella pericolante ora chiusa al traffico. L’inchiesta partita da un esposto
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GOLFO ARANCI. La pericolosità e lo stato di degrado del cavalcaferrovia di accesso al porto finisce sotto inchiesta da parte della Procura di Tempio. Che sulla bretella chiusa al traffico una settimana fa dal sindaco, ha aperto un fascicolo, al momento a carico di ignoti. L’indagine del procuratore Gregorio Capasso è scattata in seguito all’esposto presentato da una cittadina, Sarah Baruk, che vive in Francia ma che a Golfo Aranci trascorre diversi mesi l’anno, abitando proprio in quella zona. Dal 2018 porta avanti una battaglia a suon di lettere e segnalazioni a tutti gli enti, dal Comune, alle Ferrovie, dal presidente della Regione Solinas al ministero delle Infrastrutture. Per finire con un esposto in Procura. La Baruk ha più volte denunciato il degrado e la pericolosità della sopraelevata di accesso all’area portuale di Golfo Aranci: una struttura segnata dal tempo, aggredita dalla ruggine, con gli intonaci che si sgretolano e crepe ovunque. Da lunedì scorso – alla luce dell’ultima perizia statica fatta eseguire dal Comune – il sindaco Mario Mulas ha emesso un’ordinanza di chiusura al traffico veicolare e pedonale «fino al permanere delle condizioni di pericolo». Una decisione necessaria per scongiurare possibili rischi per l’incolumità dei cittadini dovuta alle forti criticità riscontrate a livello strutturale della sopraelevata. Ma già prima che arrivasse il risultato dell’ultima perizia statica, la Procura lavorava al caso, aprendo il fascicolo e dando il via agli accertamenti sulla spinta dell’esposto di Sarah Baruk. Giorni fa, è stato convocato negli uffici giudiziari il responsabile del settore lavori pubblici del Comune che ha raccontato la storia della sopraelevata realizzata negli anni ’80 fino alla situazione attuale con un ricorso ancora pendente al Tar che deve esprimersi su chi, tra Comune e Ministero, ha la competenza sulla struttura e di conseguenza a chi spetta la manutenzione – è stimata una spesa di 2 milioni di euro per rimettere in sicurezza e riaprire la bretella –. Il responsabile del servizio ha riferito anche che il Comune era in attesa dell’esito della relazione sulla perizia statica. In seguito alla quale è scattato il divieto di transito. «Non era possibile attendere oltre, è prioritario salvaguardare l’incolumità di tutti», aveva detto Mario Mulas, spiegando ai cittadini i motivi dell’ordinanza.
Ora sul caso del cavalcaferrovia che cade a pezzi – oggetto pure di un’interrogazione parlamentare da parte del senatore umbro, Francesco Zaffini (Fratelli d’Italia), vuole vederci chiaro anche la Procura: vuole accertare lo stato di pericolosità e individuare omissioni ed eventuali responsabilità che hanno portato allo stato di degrado della struttura viaria. Non è improbabile che vengano sentite anche altre persone che abbiano ruoli o competenze sul cavalcavia (che ricade in parte anche nell’area dell’Autorità portuale).
«Al di là dell’inchiesta ho chiuso la strada per tutelare la sicurezza dei cittadini – ribadisce Mulas – Come Comune abbiamo già avviato un confronto con Sardinia Ferries e Autorità portuale per mettere a punto un piano che garantisca una viabilità in sicurezza in Corso Sardegna dove ora confluisce il traffico sia in arrivo che in partenza dal porto, una strada che era già in sofferenza per il solo passaggio dei mezzi diretti all’imbarco (per lo sbarco si utilizzava il cavalcaferrovia) e che nei prossimi mesi dovrà sopportare l’intero carico del traffico estivo. Nella condizione in cui versa ora, non lo sopporterebbe. Bisognerà trovare delle soluzioni, in caso contrario sarà caos e sarò costretto a chiudere la strada con impossibilità di accedere al porto».
Ora sul caso del cavalcaferrovia che cade a pezzi – oggetto pure di un’interrogazione parlamentare da parte del senatore umbro, Francesco Zaffini (Fratelli d’Italia), vuole vederci chiaro anche la Procura: vuole accertare lo stato di pericolosità e individuare omissioni ed eventuali responsabilità che hanno portato allo stato di degrado della struttura viaria. Non è improbabile che vengano sentite anche altre persone che abbiano ruoli o competenze sul cavalcavia (che ricade in parte anche nell’area dell’Autorità portuale).
«Al di là dell’inchiesta ho chiuso la strada per tutelare la sicurezza dei cittadini – ribadisce Mulas – Come Comune abbiamo già avviato un confronto con Sardinia Ferries e Autorità portuale per mettere a punto un piano che garantisca una viabilità in sicurezza in Corso Sardegna dove ora confluisce il traffico sia in arrivo che in partenza dal porto, una strada che era già in sofferenza per il solo passaggio dei mezzi diretti all’imbarco (per lo sbarco si utilizzava il cavalcaferrovia) e che nei prossimi mesi dovrà sopportare l’intero carico del traffico estivo. Nella condizione in cui versa ora, non lo sopporterebbe. Bisognerà trovare delle soluzioni, in caso contrario sarà caos e sarò costretto a chiudere la strada con impossibilità di accedere al porto».
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