Balneari, sì del Tar alla proroga di un anno decisa da Arzachena

Respinte tre richieste di annullamento delle mini estensione decisa dall'amministrazione Ragnedda.Sarà il giudizio a decidere sulla estensione al 2033 chiesta dai concessionari

OLBIA. L’ultima ordinanza del Tar Sardegna sugli stabilimenti balneari riguarda Arzachena ma viene compulsata anche a Olbia e negli altri comuni (Loiri Porto San Paolo, Budoni, Posada, Orosei, Cagliari, Quartu Sant’Elena) che hanno detto no al rinnovo quindicennale delle concessioni sulle spiagge e vorrebbero applicare la normativa europea con nuove gare d’appalto che portino nelle casse pubbliche po’ della ricchezza generata da sdraio, ombrelloni ecc. L’ordinanza, che vede come vincitore l’amministrazione comunale guidata da Roberto Ragnedda, è quella che respinge la richiesta di annullamento della proroga tecnica delle concessioni al 31 dicembre 2021 decisa dal Comune. Una proroga limitata che consente ai titolari delle concessioni di gestirle anche per l’imminente stagione turistica, ma che teneva aperta la prospettiva di nuove gare d’appalto per gli anni dal 2022 in poi. Almeno fino a qualche giorno fa, quando la Regione si è riappropriata della materia. A presentare la richiesta di annullamento del provvedimento del Comune di Arzachena, nel caso in questione sono stati i titolari di tre concessioni a Liscia Ruja, Cala di Volpe e Romazzino. Richiesta bocciata dall’ordinanza del Tribunale amministrativo regionale, che contiene anche questo passaggio: «La pretesa dei concessionari, che sostengono di avere il “diritto di insistenza” come definito dalla normativa nazionale (in particolare protratto al 2033) ma in contrasto con le disposizioni unionali europee, sarà trattata ed esaminata in sede di merito». È il fatto che i giudici segnalino il contrasto tra norme europee (direttiva Bolkestein) e legislazione nazionale (sostenuta dalla Regione) a far sperare i sindaci “ribelli”, tra i quali quello di Olbia, Settimo Nizzi, e i dirigenti comunali interessati. Non c’è ancora una sentenza definitiva che dica chi ha ragione e chi no, se prevalgano le norme europee o le altre: sarà il giudizio di merito a stabilirlo. Ma intanto sindaci e dirigenti comunali vedono un primo riconoscimento della scelta fatta con il no alla super proroga richiesta dall’agguerrita categoria dei balneari. Riconoscimento, si ipotizza ragionevolmente, che dovrebbe essere confermato anche nelle prossime decisioni dei giudici del Tar. Sono decine, infatti, i concessionari che, in particolare a Olbia e Arzachena, hanno presentato ricorso contro i comuni.

Ma quella del Comune di Arzachena, rischia di essere una vittoria parziale inutile. La Regione, con l’assessore regionale Quirico Sanna a inizio 2021 aveva minacciato il commissariamento dei comuni che ne volevano sapere di prorogare le concessioni al 2033. Ma poi, per evitare contenziosi e farla breve, ha deciso di sottrarre la competenza sul demanio ai Comuni. Tar o no, a decidere sulle proroghe sarà Cagliari. Ai concessionari va benissimo così. Ai Comuni no e forse è ancora presto per dire che la battaglia è finita. (a.se.)

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