La Nuova Sardegna

Olbia

la protesta 

«Il telefono dell’Ats per il Covid è occupato o non risponde»

«Il telefono dell’Ats per il Covid è occupato o non risponde»

OLBIA. Non sono giorni facili per nessuno, neppure per gli operatori telefonici dell’Ats. Ma non rispondere al telefono o, peggio, alzarlo e chiuderlo, non migliora la considerazione dei cittadini...

1 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Non sono giorni facili per nessuno, neppure per gli operatori telefonici dell’Ats. Ma non rispondere al telefono o, peggio, alzarlo e chiuderlo, non migliora la considerazione dei cittadini verso il sistema sanitario. «Sono un malato di Covid19 fermo a casa insieme a mia moglie – spiega alla Nuova un paziente – Abbiamo ricevuto la visita domiciliare di un medico che non ha fatto il tampone perché ritenuto superfluo, visto che il dottore di famiglia lo aveva fatto giorni prima con il sistema rapido. Non è stato fatto il tampone neanche a mia moglie che stava male, nonostante abbia fatto presente che ci sono patologie importanti e che è una persona fragile. Il medico ha risposto che il 23 aprile, essendo passati 10 giorni dal primo sintomo della malattia, ci avrebbero chiamati e avremmo fatto i tamponi entrambi per vedere se la malattia fosse ancora presente e se avremmo potuto fare rientro ai nostri posti di lavoro. Ora è il 26 e stiamo abbastanza bene, ma siamo bloccati in casa. L'Ats mette a disposizione del cittadino due numeri di telefono. Abbiamo provato per oltre un’ora trovandoli quasi sempre occupati. Ma quando uno risultava libero, nessuna risposta. In due occasioni ci hanno chiuso la chiamata. Ci sentiamo umiliati».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative