Allarme della Cgil: «Gli ospedali di Tempio e La Maddalena rischiano la chiusura»

La sindacalista Luisa Di Lorenzo: «La riforma sanitaria penalizza i due presidi»

LA MADDALENA. «La riforma sanitaria della Regione è una minaccia per la sanità della Gallura perché gli ospedali della Maddalena e Tempio rischiano di chiudere». A lanciare l’allarme sono Luisa Di Lorenzo, segretario generale della Cgil Gallura e Lorenzo Porcheddu, del Coordinamento Sanità Gallura. «Vogliamo aprire un dibattito per difendere il diritto alla salute del nostro territorio e trovare, insieme, soluzioni alternative. Ecco perché stiamo lavorando a una piattaforma che contenga la nostra proposta per una sanità pubblica efficiente nel nostro territorio. La nuova legge regionale prevede la rinascita delle Asl, è vero: avranno autonomia e organizzazione e funzionamento saranno disciplinati dall’atto aziendale (art 9). Ma la linea aziendale sarà decisa da Cagliari, dalla Regione. E questo significa, alla fine, che le Asl - compresa quella della Gallura avranno in realtà un’autonomia molto limitata».

La rinascita delle Asl avverrà il 1° gennaio 2022 «e in questi 7 mesi sarà operativo il piano preventivo delle attività sanitarie 2021-2023. E sono qui dentro i maggiori pericoli per la sanità gallurese. A pagina 118 è scritto che la “rete ospedaliera potrà subire un processo di completa ridefinizione che porterà al superamento dei presidi ospedalieri unici di area omogenea”. A pagina 131 è scritto che è fondamentale “il potenziamento dell’assistenza territoriale per assicurare la continuità delle cure nelle 24 ore e l'integrazione e il raccordo funzionale fra i diversi servizi”. Sembrerebbe una notizia favorevole alla Gallura, la cui popolazione – oltre ad avere una “percentuale di crescita superiore a quella delle altre province sarde” – vive in “maggioranza in comuni di piccole dimensioni” e sparsi nel territorio. Ma non è così. . La legge regionale 24 istituisce le Case della Salute (art 44) e gli Ospedali di Comunità (art 45). Per la Regione, le prime raccolgono in “un unico spazio l'offerta extra-ospedaliera del servizio sanitario”. I secondi come “raccordo tra l’ospedale per acuti e i servizi territoriali” ospiteranno chi non ha bisogno del ricovero ma di assistenza sanitaria protetta. Nel vuoto temporale senza Asl, questo rischia di trasformare l’ospedale di Tempio in Casa della Salute e quello della Maddalena in Ospedale di Comunità. Questo non è ammissibile. Noi chiediamo - chiude la Cgil Gallura -, un presidio (Olbia) e due stabilimenti (Tempio e La Maddalena), la soppressione di molte strutture complesse, la riorganizzazione di tutti i servizi e l’integrazione ospedale-territorio con diversi servizi».



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