Santa Teresa, concorso letterario su Capo Testa
L’associazione Ct Republic lancia l'iniziativa “Un giorno nella vita di Cornelia”
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SANTA TERESA. Un concorso letterario per raccontare l’altra Santa Teresa, quella fatta di storia. Con questo obiettivo l’associazione Capo testa Republic organizza il “6 Playmobil in cerca d’autore” dal titolo “Un giorno nella vita di Cornelia”. «Oltre adì essere una meravigliosa località balneare, Capo Testa è anche un vero e proprio museo archeologico on the beach. Cave romane a cielo aperto, colonne sbozzate che affiorano dall'acqua, necropoli nascoste e resti di abitazioni risalenti a due millenni fa circondano il turista meravigliato o spesso inconsapevole – spiega il presidente Davide Castiglia –. Per questa ragione abbiamo pensato di promuovere questo aspetto del nostro “paesaggio culturale" attraverso un concorso che speriamo il più coinvolgente e condiviso possibile. Chiediamo ai partecipanti di raccontare la storia di un personaggio realmente esistito, di cui abbiamo traccia grazie a una lapide ritrovata sotto le sabbie dell'istmo: la giovane Cornelia.
Il cast, costituito da due bambini, dai loro genitori, da un soldato e da uno scalpellino, è in attesa di un autore capace di dare loro una storia, un ruolo. In realtà alcuni di loro hanno già un nome di scena: la bambina si chiama appunto Cornelia, il padre Claudio Amaranio e la madre Cornelia Venusta. Sono personaggi che hanno una loro identità storica: sono antichi romani realmente vissuti. «Sappiamo di loro che il personaggio della bambina morirà a 23 anni e i genitori faranno costruire per lei un cippo funerario, ritrovato nel 1821 sotto la sabbia dell’istmo di Capo Testa. Il resto starà al nostro autore scoprirlo, immaginarlo, indovinarlo, crearlo». La scadenza è il 20 giugno.
Il cast, costituito da due bambini, dai loro genitori, da un soldato e da uno scalpellino, è in attesa di un autore capace di dare loro una storia, un ruolo. In realtà alcuni di loro hanno già un nome di scena: la bambina si chiama appunto Cornelia, il padre Claudio Amaranio e la madre Cornelia Venusta. Sono personaggi che hanno una loro identità storica: sono antichi romani realmente vissuti. «Sappiamo di loro che il personaggio della bambina morirà a 23 anni e i genitori faranno costruire per lei un cippo funerario, ritrovato nel 1821 sotto la sabbia dell’istmo di Capo Testa. Il resto starà al nostro autore scoprirlo, immaginarlo, indovinarlo, crearlo». La scadenza è il 20 giugno.
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