Olbia, al liceo non c’è più spazio: le lezioni dentro un’aiuola

Emergenza alla sezione staccata dell’artistico De Andrè nell’area industriale Dalla prossima settimana le attività di musica e canto si svolgeranno all’aperto 

OLBIA. Gli spazi sono sempre più stretti. Dalla prossima settimana, per esempio, si canterà e si suonerà dentro una aiuola. Succede nel liceo musicale, dallo scorso settembre ospitato nell’edificio del Cipnes a Cala Saccaia. Una sistemazione d’emergenza che era stata studiata dalla Provincia, considerato che nella sede centrale dell’artistico De André, in via Modena, come in tanti altri istituti superiori olbiesi, ormai non c’è più posto.

«L'insufficienza degli spazi impedisce la realizzazione delle attività di canto corale e musica di insieme in presenza, in quanto i protocolli anti Covid prescrivono distanze ben definite – spiegano dalla scuola –. L'arrivo delle temperature più miti ha indotto l'ufficio di presidenza a cercare una soluzione d'emergenza e a disporre le attività all'aperto nell'aiuola di fronte l'edificio scolastico. Sicuramente non si tratta di una soluzione, ma solo del tentativo della scuola di sopperire alla carenza di spazi, di competenza degli enti locali».

La sede provvisoria del liceo non è mai piaciuta. Troppo lontana, scarsi collegamenti, niente palestra e ricreazione al chiuso. Più volte, nel corso dell’anno, gli studenti hanno dovuto far sentire la loro voce. A parlare, ora, è invece direttamente la scuola. «La Provincia è stata più volte sollecitata a reperire nuovi spazi che possano assicurare il regolare svolgimento della didattica in presenza, inclusa l'educazione fisica e la ricreazione – si legge ancora nel comunicato dell’istituto –. A oggi nessuna ipotesi si è concretizzata ma la scuola, che ha un rapporto diretto con l'utenza, ha come primario interesse quello di garantire ai ragazzi le migliori opportunità di istruzione e formazione. Finora, infatti, la scuola ha attivato tutte le modalità previste dalla didattica digitale integrata e ha cercato di garantire una costante attività in presenza, nei limiti consentiti dalla legge, per assicurare il regolare svolgimento del percorso educativo. Dato il costante cambio delle normative, i docenti hanno saputo trovare di volta in volta soluzioni che potessero superare le difficoltà. Ma è evidente che il vero problema sia la carenza di spazi, che deve essere risolto in quanto risulta gravemente penalizzante. La presenza in città di uno dei pochissimi licei musicali della Sardegna dovrebbe essere motivo di orgoglio. Meriterebbe spazi e strutture che ne garantiscano la crescita e lo sviluppo».

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