Ztl, valanga di multe annullate in aula arrivano 95 cause perse

OLBIA. L’illegittimità della prima versione della Ztl al centro storico ha un’ulteriore certificazione di legge. Anzi 95. Quante sono le cause perse dal Comune davanti al giudice di pace negli ultimi...

OLBIA. L’illegittimità della prima versione della Ztl al centro storico ha un’ulteriore certificazione di legge. Anzi 95. Quante sono le cause perse dal Comune davanti al giudice di pace negli ultimi mesi e che transiteranno nel consiglio comunale del 12 maggio, sotto forma di debiti fuori bilancio. Una valanga di sanzioni giudicate illegittime. Una conferma della posizione dei cittadini e delle opposizioni consiliari che avevano denunciato e contestato la prima versione della Ztl invitando gli automobilisti multati a impugnare le sanzioni. La contestazione, in particolare, era sulle multe multiple in caso di più passaggi in zona vietata e sulla segnaletica di ingresso, poco chiara, che avrebbe indotto all’errore i conducenti.

Una volta che il tribunale accoglie le ragioni degli automobilisti, le cause perse dal Comune davanti al giudice di pace diventano debiti fuori bilancio per il pagamento delle spese processuali. Spese non previste, ma che devono essere saldate. A metà novembre erano state discusse in consiglio comunale un’altra trentina di multe annullate. In particolare doppie e triple, subite dagli automobilisti a causa del passaggio nella Ztl di Corso Umberto.

Le opposizioni consiliari avevano dato battaglia sulla zona a traffico limitato ai tempi della sua introduzione. Non una guerra contro la decisione di rendere pedonabile il corso e le vie del centro, ma contro la scarsa chiarezza dei cartelli stradali. Allora il sindaco Settimo Nizzi, aveva ribadito con fermezza la sua posizione. La Ztl era legittima e a norma di legge. E aveva invitato i cittadini a non seguire i consigli delle minoranze sulla presentazione dei corsi, garantendo che li avrebbero persi. Il tempo ha dimostrato il contrario.

Nell’ordine del giorno in discussione il 12 maggio, a partire dalle 15,30, non ci saranno invece due interrogazioni presentate dalle minoranze e di stretta attualità. Quella sui debiti del gruppo Tirrenia con la Sinergest e quella sull’andamento dell’asta per l’ex immobile delle Ferrovie. Il presidente del Consiglio, Gianpiero Mura, in conferenza dei capigruppo, ha negato l’inserimento all’ordine del giorno delle due interrogazioni perché al centro di inchieste giudiziarie.

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