Olbia: turbativa d'asta, la Procura: «Gavino Docche dominus del Geovillage»

Secondo l'inchiesta l'imprenditore avrebbe sempre avuto un ruolo di primo piano nella gestione della struttura polifunzionale in zona industriale 

OLBIA. L’interrogatorio di garanzia è fissato per venerdì 14 maggio. Il creatore del Geovillage, l’ingegnere-imprenditore Gavino Docche e suo figlio Fabio potrebbero scegliere la linea del silenzio o al contrario decidere di rispondere alle domande del gip Caterina Interlandi che ha firmato l’ordinanza con cui due giorni fa, accogliendo la richiesta della Procura, li ha mandati entrambi agli arresti domiciliari, mettendo i sigilli alla mega struttura di zona industriale.

Nella stessa giornata è previsto l’interrogatorio anche del direttore del Cipnes, Aldo Carta: il gip dovrà decidere sulla richiesta del pubblico ministero di sospensione del direttore dall’esercizio di pubblico ufficio. Con loro è indagato un professionista romano, Vittorio Occorsio, coinvolto in rappresentanza di un Fondo interessato all’acquisto del Geovillage. Nessuna misura è stata disposta nei suoi confronti dal gip.

Sono tutti accusati, in concorso tra loro, di turbativa d’asta nella vendita del compendio: la tesi della Procura di Tempio è che dal 2016, anno in cui il tribunale decretò il fallimento della Sviluppo Olbia spa, presieduta da Gavino Docche, l’asta giudiziaria del Geovillage sia stata rallentata e condizionata dallo stesso Docche, in concorso con gli altri indagati. 

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