Tentò di violentarla: 24enne dal gup
Sarebbe accaduto in spiaggia a Golfo Aranci. La difesa: solo una violenta lite
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GOLFO ARANCI. Si erano incontrati per caso in una spiaggia di Golfo Aranci. E alle risposte secche della ragazza alle sue continue domande, lui avrebbe reagito offendendola e minacciandola pesantemente. «Farai una brutta fine, ti spacco la testa...», le avrebbe urlato più volte, avvicinandosi a lei sempre di più. La giovane, 26 anni, era riuscita a fuggire e a rinchiudersi in macchina. Aveva chiamato disperata la sorella e lui avrebbe aggredito verbalmente anche lei, minacciandola pesantemente e colpendola infine con un pugno al petto. Gabriele Trovati, 24 anni, di Golfo Aranci, deve ora difendersi dalle accuse di tentata violenza sessuale nei confronti della 26enne e di minacce e percosse nei confronti della sorella maggiore, di 34 anni. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio del giovane, difeso dall’avvocato Egidio Caredda. L’udienza preliminare si terrà il 24 giugno. Il gup Caterina Interlandi dovrà decidere se mandarlo o meno a processo.
Per il pubblico ministero Nadia La Femina, Gabriele Trovati voleva costringere la ragazza più giovane che aveva incontrato in spiaggia a subire atti sessuali, e non sarebbe riuscito nel suo intento solo grazie all’intervento della sorella maggiore e di un uomo che avrebbe trattenuto l’aggressore. Il fatto è avvenuto il 13 ottobre 2020. Gabriele Trovati avrebbe aggredito verbalmente con minacce e offese anche la sorella maggiore intervenuta in difesa della più piccola. «Ti spacco la testa, ti ammazzo la famiglia, tanto ti vedo in giro...», avrebbe detto, prima di colpirla al petto.
Per il difensore del 24enne non c’è stato nessun tentativo di violenza sessuale «ma una violenta lite, diventata certamente incontrollabile, tra persone che si conoscevano molto bene e tra le quali c’erano vecchi e mai sopiti rancori personali legati ad alcune vicende familiari – dice l’avvocato Caredda – In udienza preliminare chiederò la derubricazione del reato di tentata violenza sessuale perché ritengo che non sia configurabile». (t.s.)
Per il pubblico ministero Nadia La Femina, Gabriele Trovati voleva costringere la ragazza più giovane che aveva incontrato in spiaggia a subire atti sessuali, e non sarebbe riuscito nel suo intento solo grazie all’intervento della sorella maggiore e di un uomo che avrebbe trattenuto l’aggressore. Il fatto è avvenuto il 13 ottobre 2020. Gabriele Trovati avrebbe aggredito verbalmente con minacce e offese anche la sorella maggiore intervenuta in difesa della più piccola. «Ti spacco la testa, ti ammazzo la famiglia, tanto ti vedo in giro...», avrebbe detto, prima di colpirla al petto.
Per il difensore del 24enne non c’è stato nessun tentativo di violenza sessuale «ma una violenta lite, diventata certamente incontrollabile, tra persone che si conoscevano molto bene e tra le quali c’erano vecchi e mai sopiti rancori personali legati ad alcune vicende familiari – dice l’avvocato Caredda – In udienza preliminare chiederò la derubricazione del reato di tentata violenza sessuale perché ritengo che non sia configurabile». (t.s.)
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