Più controlli in centro e nei luoghi dei raduni
Il caso Olbia ieri al centro del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza Nizzi: «I genitori collaborino, i figli non devono compromettere il loro futuro»
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OLBIA. Non si può stare a guardare di fronte ai giovanissimi carichi di alcol e aggressività che rischiano di diventare pericolosi per sé e per gli altri. I luoghi della movida dei minorenni saranno al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine. Di questo, in particolare, si è discusso ieri in prefettura a Sassari nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal prefetto Maria Luisa D’Alessandro in seguito all’allarme provocato dagli episodi avvenuti sabato nel centro di Olbia. Presente il sindaco Settimo Nizzi, che si è confrontato con il prefetto, il questore Claudio Sanfilippo, i comandanti provinciali dei carabinieri Dionisio De Masi e della guardia di finanza Giuseppe Cavallaro. All’incontro ha partecipato anche il sindaco di Sassari Nanni Campus. I dettagli delle decisioni non sono stati resi noti per ovvie ragioni. Ma è chiaro che il centro cittadino di Olbia e i luoghi di raduno dei giovanissimi (radice dell’Isola bianca, molo Brin, piazza Mercato ecc.) saranno seguiti con particolare attenzione dalle forze dell’ordine. Altrettanto vale per negozi ed esercizi che vendono bevande alcoliche, uno dei detonatori della situazione.
Scatta l’azione di controllo e repressione, come era prevedibile. Ma tutti sono consapevoli che il disagio dei minori ha cause profonde che richiedono interventi di altro livello nelle famiglie e nella società olbiese. Il sindaco, alla fine dell’incontro in prefettura, non si sofferma sulle decisioni assunte. Lancia un appello alle famiglie: «Chiedo ai genitori di collaborare, di seguire con attenzione i loro ragazzi. Bisogna stare attenti che una piccola cosa goliardica non si trasformi in altro e che questo possa compromettere il futuro dei figli. Noi ce la mettiamo tutta, la sicurezza della città va garantita». Il bilancio dell’ultimo sabato sera di furore conta per adesso tre giovani denunciati e un tredicenne, non imputabile per la sua giovanissima età, segnalato al Tribunale dei minori. Tra i denunciati ci sono due ragazzine di 15 e 16 anni, che si sono scagliate contro i carabinieri e i poliziotti arrivati in supporto: insulti, sputi, spintoni e botte alle auto per impedire l’identificazione del 13enne, il più agitato. L’episodio è arrivato in tarda serata, ultimo di una serie di momenti di aggressività cominciati nel pomeriggio. Quello di sabato non è un fatto isolato. I raduni di decine di giovanissimi con disponibilità di alcol e seguito di schiamazzi e aggressività sono spesso oggetto di denuncia da parte dei cittadini esasperati e impauriti che abitano nei dintorni dei luoghi preferiti dai ragazzi.
Lunedì, il sindaco ha firmato un’ordinanza che vieta la vendita e il consumo di alcol in strada dalle 8 di sera alle 7 del mattino all’interno di una “zona rossa” che comprende tutto il centro della città. Ma non mancano le critiche. Secondo la lista civica Liberi Olbia, imporre un vincolo in centro non impedirà ai piccoli gruppi che condizionano le giovani compagnie olbiesi, «che infastidiscono clienti e attività impennando a tutta velocità le loro moto, minacciando e spaccando bottiglie, di prendere la sopraelevata e acquistare casse intere di alcol in offerta in qualche discount di viale Aldo Moro». Secondo la lista, l’ordinanza «limiterà la libertà dei cittadini, danneggerà turisti e imprenditori minacciati e colpiti da questi stessi ragazzi». Il sindaco, secondo Liberi Olbia, dovrebbe attivare la polizia locale in supporto alle forze dell’ordine. (a.se.)
Scatta l’azione di controllo e repressione, come era prevedibile. Ma tutti sono consapevoli che il disagio dei minori ha cause profonde che richiedono interventi di altro livello nelle famiglie e nella società olbiese. Il sindaco, alla fine dell’incontro in prefettura, non si sofferma sulle decisioni assunte. Lancia un appello alle famiglie: «Chiedo ai genitori di collaborare, di seguire con attenzione i loro ragazzi. Bisogna stare attenti che una piccola cosa goliardica non si trasformi in altro e che questo possa compromettere il futuro dei figli. Noi ce la mettiamo tutta, la sicurezza della città va garantita». Il bilancio dell’ultimo sabato sera di furore conta per adesso tre giovani denunciati e un tredicenne, non imputabile per la sua giovanissima età, segnalato al Tribunale dei minori. Tra i denunciati ci sono due ragazzine di 15 e 16 anni, che si sono scagliate contro i carabinieri e i poliziotti arrivati in supporto: insulti, sputi, spintoni e botte alle auto per impedire l’identificazione del 13enne, il più agitato. L’episodio è arrivato in tarda serata, ultimo di una serie di momenti di aggressività cominciati nel pomeriggio. Quello di sabato non è un fatto isolato. I raduni di decine di giovanissimi con disponibilità di alcol e seguito di schiamazzi e aggressività sono spesso oggetto di denuncia da parte dei cittadini esasperati e impauriti che abitano nei dintorni dei luoghi preferiti dai ragazzi.
Lunedì, il sindaco ha firmato un’ordinanza che vieta la vendita e il consumo di alcol in strada dalle 8 di sera alle 7 del mattino all’interno di una “zona rossa” che comprende tutto il centro della città. Ma non mancano le critiche. Secondo la lista civica Liberi Olbia, imporre un vincolo in centro non impedirà ai piccoli gruppi che condizionano le giovani compagnie olbiesi, «che infastidiscono clienti e attività impennando a tutta velocità le loro moto, minacciando e spaccando bottiglie, di prendere la sopraelevata e acquistare casse intere di alcol in offerta in qualche discount di viale Aldo Moro». Secondo la lista, l’ordinanza «limiterà la libertà dei cittadini, danneggerà turisti e imprenditori minacciati e colpiti da questi stessi ragazzi». Il sindaco, secondo Liberi Olbia, dovrebbe attivare la polizia locale in supporto alle forze dell’ordine. (a.se.)
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