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Olbia

I cittadini sperano: il progetto SiamoQ rilancia Isticadeddu

di Dario Budroni
I cittadini sperano: il progetto SiamoQ rilancia Isticadeddu

Prima riunione per Hub.Mat e Sensibilmente con i residenti Tante le cose che mancano: marciapiedi, asfalto, una piazza

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OLBIA. I cittadini ripensano il loro quartiere. Scendono per strada, si guardano attorno, annotano tutto ciò che non va. Alla fine la lista delle cose da cambiare diventa piuttosto lunga. Perché a Isticadeddu mancano gli spazi di aggregazione, i marciapiedi, l’illuminazione pubblica. E in alcune strade anche l’asfalto. Ma qualcosa adesso potrebbe finalmente cambiare. Merito di «SiamoQ», il progetto che, in nome della mobilità attiva e sostenibile e della rigenerazione sociale, ha portato per le strade del rione periferico una sessantina di persone. Molte più del previsto.

Voglia di cambiare. Il progetto «SiamoQ», cofinanziato attraverso un bando regionale, è stato pensato da due associazioni olbiesi: Hub.Mat e Sensibilmente onlus, con la collaborazione del comitato di quartiere e del Comune. L’obiettivo è chiaro: contribuire a fare di Isticadeddu, rione cresciuto in maniera disordinata e che ospita anche una scuola, un luogo a misura d’uomo, accessibile, attento alle esigenze di tutti. Un posto dove migliorare la qualità della vita attraverso lo sviluppo della mobilità attiva e sostenibile e dell’inclusione sociale. «Vogliamo cercare di aumentare l’attenzione della città sull’esistenza del quartiere, che ha una sua dignità – spiega Roberta Calcina, presidente del laboratorio per la mobilità Hub.Mat –. È un rione in parte urbanizzato e in parte no. Come associazioni non possiamo fare molto, ma porteremo avanti dei progetti pilota. Anche l’Aspo collaborerà con noi». Per prima cosa, dunque, verranno abbelliti alcuni spazi e saranno anche realizzate delle bacheche di legno per lo scambio delle informazioni. Poi si lavorerà per proporre e incentivare nuove soluzioni. «Noi siamo qui per far notare i problemi legati all’accessibilità. Organizzeremo delle iniziative di inclusione sociale. Le due associazioni portano avanti delle tematiche diverse ma che si muovono in maniera comunque parallela» spiega Veronica Asara, presidente di Sensibilmente, l’associazione che si batte per l’inclusione delle persone con disabilità.

Cosa non va. Il progetto è suddiviso in più tappe e proseguirà fino a ottobre. Intanto si è svolto il primo sopralluogo, con numerosi residenti, alcuni ragazzi della scuola media, il comitato di quartiere presieduto da Piergiovanni Porcu, la dirigente della Diaz di cui Isticadeddu è succursale, Fabiola Martini. I cittadini hanno segnalato diverse cose. In tutto il quartiere mancano i marciapiedi. Comprese la zona attorno alla scuola e via Marco Polo. Molte strade non sono illuminate, non esiste una piazza o un luogo di aggregazione. E c’è anche chi ha fatto notare il più grande dei problemi: il rischio idrogeologico, considerato che il rio Seligheddu per ben due volte ha esondato e sommerso le case. Alcuni giovanissimi abitanti del quartiere hanno inoltre chiesto la realizzazione di una pista ciclabile, almeno verso la scuola, che si potrebbe magari collegare a quella che il Comune sta realizzando nel tratto finale di via Vittorio Veneto.

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