La Nuova Sardegna

Olbia

Il rally duro e particolare degli steward

di Paolo Ardovino
Il rally duro e particolare degli steward

Passione e pochi soldi, decine di persone hanno regolato accessi e sicurezza

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OLBIA. Per chi era interessato al lato sportivo, è stata un’esperienza unica stare a pochi metri dai propri beniamini. Chi, invece, di rally poco si intende ha trovato comunque un’opportunità di lavoro. Tra le piccole storie comprese nel grande pacchetto del rally Italia Sardegna, c’è anche quella di chi ha fatto da steward nella settimana dei motori.

Squadra (non) al completo. Come Sonia Caneglias, olbiese, che racconta l’esperienza sua e di tanti altri. È una delle decine di persone in città chiamate a gestire la sicurezza, gli ingressi nelle aree del rally, nei parcheggi prima e durante i giorni del mondiale. Pettorina catarifrangente e armati di pazienza, qualcuno anche col termoscanner, la squadra degli steward olbiesi non è stata proprio numerosa come ci si aspettava. «So che in molti non hanno risposto o hanno mollato col passare dei giorni – spiega lei, mentre controlla il via vai di auto in uno dei due parcheggi di fronte alla Lega navale, poco dopo la rotatoria dell’hotel President –. È vero, può diventare un lavoro duro, però dipende da come la si prende». I turni, dice, sono di dodici ore. «Io per esempio oggi faccio alle 8 alle 20». L’attività si limita a poche mansioni, per lo più controllare il flusso di visitatori. Ma tocca stare tante ore in piedi, e talvolta sotto il sole.

Un rally diverso. «Non tutti hanno accettato, qualcuno è venuto da altre zone della Sardegna». In effetti una ragazza che presidiava lo stesso spiazzo, il giorno prima, era di Sennori. Intanto le auto si avvicinano. Sonia le ferma all’ingresso del parcheggio: se hanno l’adesivo sull’auto e il pass al polso come organizzatori, stampa o staff possono passare, altrimenti marcia indietro. Sono in molti a provarci comunque. Il rally ora è concluso, domenica era l’ultimo giorno, quello della tappa finale e delle premiazioni: «Mi avevano proposto di andare alla prova di Aglientu ma ho preferito rimanere qui a Olbia al centro, è anche il mio compleanno e non voglio passarlo in viaggio». Compleanno un po’ bagnato, vista la pioggia che ha anticipato l’arrivo delle auto in viale Principe Umberto. «Non siamo pagati una fortuna, ma è stata pur sempre un’occasione per chi in questa settimana, come me, non era impegnato in altre occupazioni».

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