Rubano le borse dall’auto: arrestati padre e figlio
Al giudice ha detto subito la verità. Quelle borse, è vero, le avevano rubate loro dopo aver sfondato il finestrino dell’auto parcheggiata a Cala Sabina. Lui e i suoi due figli, uno dei quali...
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Al giudice ha detto subito la verità. Quelle borse, è vero, le avevano rubate loro dopo aver sfondato il finestrino dell’auto parcheggiata a Cala Sabina. Lui e i suoi due figli, uno dei quali minorenne, per la precisione. «Siamo in tanti e non lavoriamo. Io ho dieci figli», ha detto il padre di famiglia al giudice Camilla Tesi. Che ha convalidato l’arresto per lui e il figlio più grande, disponendo l’obbligo di firma, mentre del più piccolo se ne occuperà il tribunale di minori.
L’arresto dei carabinieri di Golfo Aranci è scattato nel tardo pomeriggio di domenica. In manette Hego Adzovic, 58 anni, nato in Bosnia Herzegoniva ma residente in città, e suo figlio Soni Adzovic, 29 anni, nato e residente in città, entrambi difesi dall’avvocato Paola Milia del Foro di Tempio.
I due, insieme al minore, hanno rubato da una macchina parcheggiata e presa a noleggio da due turisti, alcune borse contenenti oggetti vari e 80 euro. Mentre si aggiravano a Cala Sabina hanno notato le borse poggiate sui sedili. Così, hanno ridotto in frantumi uno dei finestrini, portandosele via. Ma sono stati sorpresi dai carabinieri. E arrestati.
Ieri la direttissima.
Il padre di famiglia ha ammesso davanti al pm Gianmarco Vargiu e al giudice Camilla Tesi le proprie responsabilità. (t.s.)
L’arresto dei carabinieri di Golfo Aranci è scattato nel tardo pomeriggio di domenica. In manette Hego Adzovic, 58 anni, nato in Bosnia Herzegoniva ma residente in città, e suo figlio Soni Adzovic, 29 anni, nato e residente in città, entrambi difesi dall’avvocato Paola Milia del Foro di Tempio.
I due, insieme al minore, hanno rubato da una macchina parcheggiata e presa a noleggio da due turisti, alcune borse contenenti oggetti vari e 80 euro. Mentre si aggiravano a Cala Sabina hanno notato le borse poggiate sui sedili. Così, hanno ridotto in frantumi uno dei finestrini, portandosele via. Ma sono stati sorpresi dai carabinieri. E arrestati.
Ieri la direttissima.
Il padre di famiglia ha ammesso davanti al pm Gianmarco Vargiu e al giudice Camilla Tesi le proprie responsabilità. (t.s.)
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