Vaccini, indagine a scuola: è polemica
La Maddalena. In un istituto superiore chieste a minori informazioni sensibili
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LA MADDALENA . Una indagine conoscitiva sugli studenti vaccinati non autorizzata nella classe di un istituto superiore ha scatenato le polemiche. L’episodio risale ad alcuni giorni fa, prima della due giorni di vaccinazioni organizzata da Ats, Esercito e Comune nell’hub dell’ex-arsenale. Cosa sia successo è scritto nelle richieste di chiarimenti inviate dai genitori a scuola, Comune, Assl e alla lettera mandata al Garante della privacy.
Nelle mail viene raccontato in maniera dettagliata cosa sia accaduto. In una classe superiore di un istituto cittadino, frequentata da studenti minorenni, un soggetto non ben identificato si presenta in aula per verificare quanti ragazzi abbiano già fatto la prima dose di vaccino contro il Covid. Agli alunni vengono chiesti i dati anagrafici e il numero di cellulare, sostenendo che sia necessario per essere chiamati per la somministrazione della seconda dose. L’anomala richiesta viene raccontata dagli studenti ai genitori, che attivano subito una serie di verifiche. Con mail ufficiali viene chiesto alla scuola se abbia mai autorizzato questa operazione. «La direzione assicura di non aver intrapreso nessuna iniziativa», si legge nella mail dell’istituto superiore. Risposta analoga arriva dal Comune e per le vie brevi anche dall’Ats Sardegna che in particolar modo chiarisce che i dati dei vaccinati non possono essere pubblici. La Assl di Olbia «comunica di aver provveduto a richiedere informazioni sull’accaduto al competente Servizio di Igiene e Sanità pubblica del Dipartimento di Prevenzione zona nord Ats», ma non chiarisce se appartenga all’ente il soggetto inviato a scuola. C’è poi la segnalazione al Garante della privacy, in particolare perché il caso coinvolge dei minori. La richiesta al Garante è «di aprire un provvedimento istruttorio ed eventualmente sanzionatorio nei confronti dei responsabili della violazione della privacy dei minori».
Nelle mail viene raccontato in maniera dettagliata cosa sia accaduto. In una classe superiore di un istituto cittadino, frequentata da studenti minorenni, un soggetto non ben identificato si presenta in aula per verificare quanti ragazzi abbiano già fatto la prima dose di vaccino contro il Covid. Agli alunni vengono chiesti i dati anagrafici e il numero di cellulare, sostenendo che sia necessario per essere chiamati per la somministrazione della seconda dose. L’anomala richiesta viene raccontata dagli studenti ai genitori, che attivano subito una serie di verifiche. Con mail ufficiali viene chiesto alla scuola se abbia mai autorizzato questa operazione. «La direzione assicura di non aver intrapreso nessuna iniziativa», si legge nella mail dell’istituto superiore. Risposta analoga arriva dal Comune e per le vie brevi anche dall’Ats Sardegna che in particolar modo chiarisce che i dati dei vaccinati non possono essere pubblici. La Assl di Olbia «comunica di aver provveduto a richiedere informazioni sull’accaduto al competente Servizio di Igiene e Sanità pubblica del Dipartimento di Prevenzione zona nord Ats», ma non chiarisce se appartenga all’ente il soggetto inviato a scuola. C’è poi la segnalazione al Garante della privacy, in particolare perché il caso coinvolge dei minori. La richiesta al Garante è «di aprire un provvedimento istruttorio ed eventualmente sanzionatorio nei confronti dei responsabili della violazione della privacy dei minori».
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