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Arzachena resta senza ostetrica

Arzachena resta senza ostetrica

Il presidente del consiglio comunale: «Smantellano la nostra sanità, o sono incapaci o c’è un disegno»

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ARZACHENA. Arzachena perde anche l’ostetrica ed è un altro duro colpo alla sanità del secondo comune della Gallura ma non solo visto che la professionista, che ancora per un breve periodo opererà nel consultorio, è il punto di riferimento per le future mamme di Palau, Santa Teresa e oltre.

«L’ostetrica va in pensione come è suo diritto – spiega Rino Cudoni, presidente del consiglio comunale del centro gallurese – per questo da alcune settimane non prende più in carico nuove pazienti. L’Assl lo sa bene perché è venuta qui, ha visto e preso nota. Ma non manda alcun sostituto. È l’ennesimo inaccettabile atto di smantellamento dei servizi sanitari territoriali, e a questo punto dobbiamo chiederci se siamo di fronte a una cattiva gestione della sanità o se si tratta di un vero e proprio disegno».

Cudoni espone i numeri. Oltre 3900 prestazioni tra controlli, ecografie, insegnamento dell’autopalpazione, prescrizione di farmaci ecc.: è il resoconto dell’attività dell’ostetrica nell’ultimo anno ed anche il conto di ciò che Arzachena e dintorni perderanno se non arriverà una nuova professionista. La perdita dell’ostetrica, peraltro, svuoterà ancora di più ciò che resta dei servizi del consultorio di via Jaseppa di Scanu.

«Il consultorio – ricorda il presidente dell’assemblea civica di Arzachena – esiste da una ventina d’anni ed è diventato un punto di riferimento per Arzachena e gli altri centri a nord. Fu una conquista storica. Qui non ci sono solo i ricchi della Costa Smeralda, c’è una popolazione e migliaia di lavoratori che hanno necessità di assistenza e di una sanità non a pagamento. Se il paese è cresciuto è anche grazie alla disponibilità di servizi sanitari. Nel consultorio è stato possibile trovare assistente sociale, psicologo, pediatria e ostetrica. Nel poliambulatorio, ospitato nello stesso edificio, servizi specialistici come il cardiologo, l’ortopedico, l’oculista ecc. Poi, però, quando i medici sono andati in pensione spesso non sono stati sostituiti e così i servizi sono stati chiusi. Per l’assistente sociale è successo l’anno scorso: non è stata sostituita. Adesso succede la stessa cosa per l’ostetrica. E con un solo amministrativo ancora in servizio, ad esempio non è possibile avere qui i presidi sanitari. Se devi ritirare una carrozzina, un conto è poterlo fare direttamente ad Arzachena e un conto essere costretto ad andare a Olbia. Qui, peraltro, funziona il servizio vaccinale di base che serve anche La Maddalena».

La situazione della sanità arzachenese peggiora con tanta rapidità che, anche per uno prudente come Cudoni, non è più il tempo di usare il bilancino. «Questo stato di cose – spiega – è cominciato con la precedente amministrazione regionale ma con quella attuale è pure peggio. Il commissario Logias conosce la situazione ma non ha fatto niente. Se denunciamo questo smantellamento non è perché abbiamo nostalgia del passato. Qui abbiamo necessità di servizi sanitari quotidiani, la popolazione è in crescita, Arzachena è il secondo comune della provincia dopo Olbia e il disagio sociale è grande. Se tutto questo accade per cattiva gestione, chi ne è responsabile ne prenda atto e si dimetta. Oppure dobbiamo pensare che dietro questa situazione c’è un disegno politico? A noi il Mater Olbia va benissimo ma deve essere garantita anche la medicina territoriale. Invece, non abbiamo garanzie neanche per la guardia medica, che un giorno c’è e l’altro no. Né sono partite le guardie mediche turistiche di Porto Cervo e Cannigione. Un declassamento di fatto che va avanti nel silenzio dei rappresentanti regionali del territorio. Non possiamo accettarlo. La gente ci ha eletto e viene da noi a chiederne conto». (a.se.)
 

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