Aeroporto, master plan al palo
di Giandomenico Mele
Ancora fermo per le autorizzazioni il piano di sviluppo del Costa Smeralda: opere per 114 milioni
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OLBIA. Master plan con procedura di conformità urbanistica in corso. È l’ostacolo burocratico, ma anche il grande traguardo, che separa l’aeroporto di Olbia dal salto infrastrutturale verso il futuro. Così riporta l’ultimo rapporto Enac, che rileva anche che attualmente il “Costa Smeralda” ha completato l’ter per l’allungamento della pista di volo, i cui lavori sono arrivati quasi al termine, per un investimento quantificato in 32,4 milioni di euro.
Iter urbanistico. Risulta invece ancora incastrato nelle pastoie delle autorizzazioni il Master plan di sviluppo aeroportuale, con la procedura di conformità urbanistica ancora in corso. L’Enac gli attribuisce un importo delle opere per 114 milioni di euro. «Una procedura complessa, con un iter particolarmente lungo che non si è ancora concluso», spiega Geasar. Forse, troppo lungo. I Master plan, la cui presentazione e redazione rientra tra gli obblighi convenzionali del gestore aeroportuale, costituiscono il principio di riferimento per il mantenimento dei livelli di capacità, di safety e di qualità dei servizi offerti al passeggero e rappresentano, al contempo, gli strumenti che individuano le caratteristiche degli interventi di adeguamento e potenziamento degli scali.
Investimenti. Il Piano quadriennale degli interventi, consegnato da Geasar per il periodo 2019-2022, ha previsto un importo delle opere di quasi 129 milioni di euro. Il precedente, sviluppato sul periodo 2015-2018, aveva stimato un importo complessivo di risorse per 95,4 milioni di euro. Di queste, oltre 73 milioni erano destinati per le infrastrutture di volo, quasi 10 milioni per il terminal passeggeri, oltre 6 milioni per viabilità e parcheggi, e oltre 5 milioni per reti, impianti ed altri edifici. Dunque il livello di investimenti sarebbe cresciuto di oltre 35 milioni di euro. Risorse in cassa, in attesa di completare il percorso accidentato che porta al via libera urbanistico.
Pianificazione. Il Piano nazionale degli aeroporti classifica lo scalo di Olbia come di interesse nazionale nell’ambito del bacino di traffico della Sardegna. L’aeroporto è dotato di un Master plan per il quale, a seguito dell’approvazione tecnica dell’Enac, si è conclusa la procedura di valutazione di impatto ambientale. È stata quindi avviata nel 2013 la procedura di conformità urbanistica davanti al Provveditorato per le opere pubbliche, al momento ancora non conclusa. Qui, dunque, iniziano i problemi. Parliamo del braccio operativo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha sede decentrata a Cagliari. Un piano infrastrutturale e di investimenti che rappresenta il futuro dello scalo di Olbia da troppo tempo fermo al palo. L’iter di approvazione dei Master plan prevede che, a seguito dell’approvazione tecnica dell’Enac, gli stessi vengano sottoposti alle procedure di valutazione di impatto ambientale al ministero dell’Ambiente e della conformità urbanistica al ministero delle Infrastrutture.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Iter urbanistico. Risulta invece ancora incastrato nelle pastoie delle autorizzazioni il Master plan di sviluppo aeroportuale, con la procedura di conformità urbanistica ancora in corso. L’Enac gli attribuisce un importo delle opere per 114 milioni di euro. «Una procedura complessa, con un iter particolarmente lungo che non si è ancora concluso», spiega Geasar. Forse, troppo lungo. I Master plan, la cui presentazione e redazione rientra tra gli obblighi convenzionali del gestore aeroportuale, costituiscono il principio di riferimento per il mantenimento dei livelli di capacità, di safety e di qualità dei servizi offerti al passeggero e rappresentano, al contempo, gli strumenti che individuano le caratteristiche degli interventi di adeguamento e potenziamento degli scali.
Investimenti. Il Piano quadriennale degli interventi, consegnato da Geasar per il periodo 2019-2022, ha previsto un importo delle opere di quasi 129 milioni di euro. Il precedente, sviluppato sul periodo 2015-2018, aveva stimato un importo complessivo di risorse per 95,4 milioni di euro. Di queste, oltre 73 milioni erano destinati per le infrastrutture di volo, quasi 10 milioni per il terminal passeggeri, oltre 6 milioni per viabilità e parcheggi, e oltre 5 milioni per reti, impianti ed altri edifici. Dunque il livello di investimenti sarebbe cresciuto di oltre 35 milioni di euro. Risorse in cassa, in attesa di completare il percorso accidentato che porta al via libera urbanistico.
Pianificazione. Il Piano nazionale degli aeroporti classifica lo scalo di Olbia come di interesse nazionale nell’ambito del bacino di traffico della Sardegna. L’aeroporto è dotato di un Master plan per il quale, a seguito dell’approvazione tecnica dell’Enac, si è conclusa la procedura di valutazione di impatto ambientale. È stata quindi avviata nel 2013 la procedura di conformità urbanistica davanti al Provveditorato per le opere pubbliche, al momento ancora non conclusa. Qui, dunque, iniziano i problemi. Parliamo del braccio operativo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha sede decentrata a Cagliari. Un piano infrastrutturale e di investimenti che rappresenta il futuro dello scalo di Olbia da troppo tempo fermo al palo. L’iter di approvazione dei Master plan prevede che, a seguito dell’approvazione tecnica dell’Enac, gli stessi vengano sottoposti alle procedure di valutazione di impatto ambientale al ministero dell’Ambiente e della conformità urbanistica al ministero delle Infrastrutture.
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