Olbia, c’è da pagare 6,49 euro e Abbanoa batte cassa
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Una bolletta Abbanoa, immagine di repertorioIl gestore del servizio idrico notifica una fattura per due raccomandate. L’utente esasperata: sono i solleciti per una bolletta già pagata nel 2018
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OLBIA. Abbanoa batte cassa: 6,49 euro per una fattura non pagata. Non proprio una fortuna, ma al gestore del servizio idrico non tornano i conti. Non crede ai suoi occhi Maria Teresa Sinopoli, destinataria dell’avviso di pagamento, che dal 2018 non riesce a venire a capo di una vicenda che ora è diventata paradossale. In discussione non c’è il mancato pagamento di qualche residuo di bollette dell’acqua consumata, piuttosto l’addebito di due raccomandate per solleciti di pagamento di bollette già regolarmente pagate. Insomma, sembrerebbe che Abbanoa non solo abbia erroneamente sollecitato il pagamento di bollette già pagate a suo tempo, ma addirittura stia chiedendo il pagamento del costo delle raccomandate di sollecito.
Per Maria Teresa Sinopoli il danno economico è minimo, ma la beffa è piuttosto indigesta da mandare giù. «Ho ricevuto da Abbanoa una fattura di 6,49 euro e lo scorso 1° settembre ho chiesto delucidazioni agli uffici – racconta la donna – mi è stato spiegato che la fattura è relativa all’addebito di due raccomandate (5,32 euro + Iva) di sollecito per il pagamento della fattura numero 201801069002 del 31 luglio 2018 per 266,50 euro con scadenza il 17 settembre 2018 e all’addebito di 0,02 euro per interessi di mora in quanto l’importo di 266,50 euro è stato accreditato il 19 settembre e non il 17. Non voglio soffermarmi sugli interessi di mora, ma che mi si debba addebitare il costo delle raccomandate lascia perplessi e dimostra una certa superficialità». «La fattura di 266,50 è stata pagata alla scadenza il 17 settembre 2018 – aggiunge Maria Teresa Sinopoli – eppure il 29 dicembre 2018 è arrivata la prima raccomandata alla quale in data 27 gennaio 2019 ho risposto inviando anche copia del bonifico eseguito. Non solo, il 25 marzo 2019 mi viene inviata una seconda raccomandata alla quale ho risposto il 27 maggio 2019 inviando nuovamente copia del bonifico e copia della mail del 27 gennaio 2019. Infine, il 22 febbraio 2021 Abbanoa invia una fattura di 6,49 euro composta da ben 5 fogli con le motivazioni che ho spiegato sopra». «Dal momento che ritengo di aver fatto il possibile per chiarire la mia situazione debitoria – conclude la donna – Abbanoa può spiegarmi perché invece di corrermi dietro con raccomandate di sollecito che, a parere suo dovrei pagare io, non indaga sull’operato degli uffici amministrativi che non hanno tenuto in alcun conto le mail da me inviate. Quanti disservizi, e mi chiedo chi mi ripaga il tempo perduto per seguire questa vicenda».(m.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Per Maria Teresa Sinopoli il danno economico è minimo, ma la beffa è piuttosto indigesta da mandare giù. «Ho ricevuto da Abbanoa una fattura di 6,49 euro e lo scorso 1° settembre ho chiesto delucidazioni agli uffici – racconta la donna – mi è stato spiegato che la fattura è relativa all’addebito di due raccomandate (5,32 euro + Iva) di sollecito per il pagamento della fattura numero 201801069002 del 31 luglio 2018 per 266,50 euro con scadenza il 17 settembre 2018 e all’addebito di 0,02 euro per interessi di mora in quanto l’importo di 266,50 euro è stato accreditato il 19 settembre e non il 17. Non voglio soffermarmi sugli interessi di mora, ma che mi si debba addebitare il costo delle raccomandate lascia perplessi e dimostra una certa superficialità». «La fattura di 266,50 è stata pagata alla scadenza il 17 settembre 2018 – aggiunge Maria Teresa Sinopoli – eppure il 29 dicembre 2018 è arrivata la prima raccomandata alla quale in data 27 gennaio 2019 ho risposto inviando anche copia del bonifico eseguito. Non solo, il 25 marzo 2019 mi viene inviata una seconda raccomandata alla quale ho risposto il 27 maggio 2019 inviando nuovamente copia del bonifico e copia della mail del 27 gennaio 2019. Infine, il 22 febbraio 2021 Abbanoa invia una fattura di 6,49 euro composta da ben 5 fogli con le motivazioni che ho spiegato sopra». «Dal momento che ritengo di aver fatto il possibile per chiarire la mia situazione debitoria – conclude la donna – Abbanoa può spiegarmi perché invece di corrermi dietro con raccomandate di sollecito che, a parere suo dovrei pagare io, non indaga sull’operato degli uffici amministrativi che non hanno tenuto in alcun conto le mail da me inviate. Quanti disservizi, e mi chiedo chi mi ripaga il tempo perduto per seguire questa vicenda».(m.b.)
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