Il carro di Aggius: «Niente Carnevale»

La “Burrula Aggjesa” ha annunciato sui social il suo ritiro «Impossibile rispettare regolamento e scadenza iscrizioni»

TEMPIO. L’annuncio è arrivato sui social. La Burrula Aggjesa, dopo vent’anni di partecipazione al carnevale tempiese, si ritira dalla kermesse in programma dal 13 febbraio 2022. «Ci siamo resi conto - scrive in una lettera la Burrula Agghesa -, che le regole imposte dal nuovo regolamento, almeno per il nostro gruppo, non possono essere ragionevoli. Riteniamo che ridurre a un massimo di soli 250 figuranti per gruppo il numero dei partecipanti sia un numero troppo esiguo. Posto che, agli inizi, abbiamo partecipato al Carnevale di Tempio anche con 50 persone, dobbiamo rilevare che il gruppo è cresciuto nel tempo grazie alle nostre azioni social e ai legami di stima e simpatia tra tutti noi. Ad oggi la Burrula Aggjesa vanta partecipazioni anche da centri lontani come ad esempio: Cagliari, Sassari, Alghero, Olbia e Nuoro, solo per citarne alcuni. Crediamo che la crescita della manifestazione passi anche da un buon uso della comunicazione a tutti i livelli in quanto l’evento stesso si basa sul coinvolgimento delle persone e che tutti i gruppi debbano lavorare in tal senso. Ridurre il numero di partecipanti a sole 250 persone - prosegue la lettera -, per noi significherebbe emarginare moltissimi figuranti affezionati, mettendoci in una situazione di imbarazzo e costringendoci a fare quindi una grossa ed antipatica scrematura. Controproducente, tra l’altro, per l’evento stesso che si vanta di voler assurgere a Carnevale di tutti, rivolto a tante persone e famoso per questo in tutta Italia e in Europa. Posto che siamo d’accordo a porre dei limiti in modo ragionevole ed in un’ottica di crescita, pensiamo che si dovrebbe puntare a far crescere i carri a 360 gradi, dal punto di vista della qualità e non guardando alla quantità dei figuranti. Negli anni passati - scrive ancora Burrula Agghjesa - che fossimo 50 o 600 non è mai stata compromessa la riuscita della parata e della manifestazione». La lettera lunghissima, sempre molto appassionata e lucida nella difesa delle proprie convinzioni, lascia intendere fra l’altro che la manifestazione, da tempo, è stata, per così dire,” fagocitata da regole inutili che hanno cancellato lo spirito carnevalesco”. Tra le altre considerazioni, una riguarda la realizzazione dei costumi in loco o la chiusura anticipata delle iscrizioni giudicata “discriminatoria”.

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