Olbia, l'ex palazzo delle Ferrovie all'asta il 23 settembre

L’aggiudicazione al Comune era stata annullata dal giudice fallimentare. Aperta anche un’inchiesta

OLBIA. Il tribunale di Tempio alla fine ha deciso: si terrà il prossimo giovedì 23 settembre la nuova udienza per la vendita all’asta del vecchio e fatiscente palazzo-dormitorio ex Ferrovie dello Stato di via Vittorio Veneto.

La nuova asta. Il procedimento di vendita riprenderà davanti al curatore fallimentare Alberto Ceresa dal punto in cui era stato sospeso, quindi con due partecipanti in gara all’ultima offerta per aggiudicarsi l’edificio, il Comune di Olbia e la società romana Ocean asset management srl. Non ci sarà quindi una nuova asta aperta alle offerte di altri partecipanti, rimasti sinora fuori dalla partita.

L’inchiesta. Ore decisive, quindi, per la sorte dell’edificio, finito al centro di mille polemiche (in piena campagna elettorale) e di un’inchiesta giudiziaria per turbativa d’asta con il sindaco Settimo Nizzi addirittura iscritto nel registro degli indagati.

La prima asta.Alla prima asta, lo scorso aprile, davanti al curatore fallimentare si erano presentati il Comune (il sindaco Settimo Nizzi e l’assessore Marco Balata, forti del mandato conferito dal consiglio comunale) e l’imprenditore Angelo Scalfidi, amministratore unico della Ocean asset management.

Pubblico o privato? Il Comune era ed è ancora interessato all’acquisto del palazzo perché rientra nel programma di riqualificazione del quartiere San Simplicio e poi perché l’immobile potrebbe sempre servire per lo sviluppo dell’Università nel centro storico. Ad esempio, una casa dello studente ancora non prevista nel “pacchetto” di edifici in dote al nuovo Polo universitario. Un interesse pubblico, insomma, certificato dal consiglio comunale. Business privato, invece, quello della Ocean asset management srl, con sede a Roma, costituita il 10 marzo 2021, cioè un mese prima dell’asta in tribunale.

Le società romane. L’amministratore unico Angelo Scalfidi risulta anche amministratore della Bale srl (Business analysis & legal expertise), costituita nel 2015, sempre a Roma. Sia la Ocean che la Bale si occupano di servizi alle imprese, consulenza strategica e business planning, analisi e gestione di crediti (in proprio e per conto terzi) di qualunque genere e natura, anche attraverso la partecipazione ad aste giudiziarie e fallimentari. Significa che la Ocean e la Bale rilevano immobili cadenti o aziende in crisi (anche in vendita all’asta giudiziaria), le risanano, le riqualificano e poi le rivendono come nuove realizzando il loro business.

L’asta sospesa. Alla prima asta il Comune di Olbia si era aggiudicato l’immobile per oltre 500mila euro, ma pochi giorni dopo il primo colpo di scena con il giudice fallimentare che ha sospeso l’asta e annullato l’aggiudicazione dell’edificio per “gravi motivi”, sottintendendo una possibile ipotesi di turbativa d’asta per le presunte interferenze del sindaco, Settimo Nizzi, presente al momento della gara. In pratica, Nizzi avrebbe cercato con le sue parole di far desistere la società concorrente, in lizza per l’aggiudicazione del palazzo ricordando che tanto la destinazione d’uso dell’area era pubblica e che nessun privato avrebbe potuto mai realizzarci nulla. È tutto nel verbale del curatore fallimentare, consegnato al giudice fallimentare e poi finito sui tavoli della Procura di Tempio.

Il reclamo. Contro la sospensione dell’asta e l’annullamento dell’assegnazione il Comune di Olbia aveva presentato un reclamo però respinto dal giudice Costanza Teti. A quell’udienza era presente il Comune ma non l’altra parte interessata all’acquisto dell’immobile, cioè la Ocean asset management srl, che sino all’ultimo aveva conteso al Comune (ben otto offerte al rialzo) il palazzo-rudere da ristrutturare. Una assenza che farebbe pensare a un disinteresse anche verso la nuova asta, quella convocata per giovedì 23 settembre. A quel punto il Comune di Olbia potrebbe avere campo libero e aggiudicarsi nuovamente il palazzo, salvo ulteriori e al momento imprevedibili sorprese e colpi di scena. Come nel più classico dei legal thriller.

@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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